Libertà negata e paga Fazio

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Lo avranno concordato a cena, con un sms, via smartphone, con una mail e chi? Non c’è modo di indagare e svelare cosa c’è dietro l’epurazione pre elettorale di Fabio Fazio, ma è molto probabile che il “Ce l’ho duro” del Carroccio, reduce da un vomitevole travaso di bile, complicato da colica epatica, se ne sia liberato imponendo alla Rai gialloverde, presieduta dal leghista Foa di mettere il bavaglio a “Che tempo che fa”, scomoda voce fuori dal coro di servi sciocchi sudditi del ducetto valpadano. In assonanza con Foa in sì della direttrice della rete Teresa De Santis, a sua volta insediata alla guida di Ra1 in quanto leghista. La decisone non ha precedenti nel lungo percorso della Rai, neppure in quella monocolore Dc o nella successiva delle molteplici spartizioni. Fazio, nel rispetto della par condicio, ha calibrato la presenza dei politici e ha più volte rivolto l’invito a Salvini, ogni volta rifiutato. Il “Qui comando io” non si è limitato a disertare il “salotto” di Rai 1, rete ghermita dalla Lega con uno dei tanti colpi di mano post voto del 2018 e ha suggerito ai vertici dell’azienda di inventare anomali marchingegni per eliminare il programma di Fazio, di qui al voto del 26 Maggio. Cancellata la puntata del 20, l’altra del dopo elezioni, a favore di un Porta a Porta extra di Vespa e quella successiva “perché troppo distante da quella di stasera”. Da non crederci, la Rai smentisce l’evidente censura di un programma scomodo per chi s-governa il Paese e, colmo dell’incoerenza, la maligna trovata leghista arriva a ridosso degli strepiti garantisti sulla libertà di stampa e di pensiero evocate per il libro “Io Salvini”, pubblicato da un editore che si dichiara fascista ed escluso dal Salone di Torino. Fasulla anche l’ostilità mascherata nei confronti di Fazio, con la motivazione che guadagna troppo. Non ci crede nessuno. La Rai strapaga anche altri conduttori, uomini e donne dello spettacolo e in particolare proprio Vespa, che oltre alla pensione di ex direttore del Tg1, incassa lauti compensi per Porta e Porta e cospicui diritti d’autore con i libri, uno all’anno, promossi (gratis) da tutte le reti e i programmi radiotelevisivi dell’azienda pubblica. È

È irritata la reazione dell’amministratore delegato Salini nei confronti della De Santis, convocata per oggi. Altro obiettivo dei fedelissimi di Salvini c’è anche l’esodo programma di Fazio in altra rete e alla scadenza del contratto una drastica riduzione del suo compenso. Non è improbabile che a quel punto l’inventore di “Che tempo che fa” emigri in altri network interessati a captare un format che fa ascolti e ingenti incassi pubblicitari, per esempio di Vespa quando occupa la prima serata di Rai 1.

È una questione vecchia di qualche anno e viene al pettine solo ora, per i tempi lunghi della giustizia italiana. Giancarlo Magalli, in fase di attrito con la co-conduttrice di “I fatti Vostri”, programma quotidiano di Rai 2, lasciò intendere, in diretta, che Adriana Volpe “facesse carriera” in cambio di prestazioni particolari concesse ai dirigenti dell’azienda. L’insinuazione ha convinto la Volpe a querelare Magalli che ora è rinviato a giudizio.

Ammirazione e lodi per papa Francesco, meritatissimi. È il pontefice della pace, della solidarietà con i deboli e gli oppressi, il capo di una Chiesa che si emenda dei suoi “peccati mortali”, un riformista illuminato, deciso a moralizzare il clero in tutti i suoi gangli, un coraggioso innovatore. Succede che 450 persone, 100 sono bambini, sono da una settimana senza luce, acqua calda, ascensori, frigoriferi e altri elettrodomestici, apparecchiature mediche. Erogazione della corrente sospesa per morosità. Il cardinale Krajewski, elemosiniere del Vaticano, ex tecnico elettricista, scende nel sottosuolo, rompe i sigilli della cabina telefonica e riattiva la corrente all’edificio ex Indap, occupato abusivamente. Contro padre Konrad c’è un esposto in Procura, ma il Cardinale non sarà solo a risponderne. Papa Francesco lo sostiene e definisce l’iniziativa un atto di umanità. Poteva mancare il parere del ducetto Salvini? Eccolo: “Che l’elemosiniere paghi le bollette arretrate”.

Fin qui i meriti di Bergoglio e del suo diletto cardinale. Il rovescio della medaglia: il Papa moralizzatore si contraddice clamorosamente. L’inchiesta della Chiesa giudica non autentiche le presunte apparizioni della Madonna di Medjugorje e definisce ambigua la figura di quella Madonna, dialogante con sei veggenti a scadenze fisse, per non sovrapporre gli eventi che coinvolgono migliaia di fedeli e hanno fatto di Medjugorje un affare miliardario, simile al fenomeno di Padre Pio. Sorprende perciò che papa Francesco autorizzi i pellegrinaggi nel paesino dell’Erzegovina. E sorprende che non abbia il coraggio di abolire il voto di castità per preti e suocere, che sono alla base di gran parte degli abusi di religiosi sui minori.

Fermiamoli fin che siamo in tempo. I fascisti dell’estrema destra escono sempre più allo scoperto. Quelli di Forza Nuova hanno esposto in piazza San Pietro uno striscione che paragona Papa Francesco a Badoglio ed espone in fotocopia il diktat anti immigrazione di Salvini.

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