SALVINI / LA STRATEGIA POLITICA VIA CASAPOUND

Condividi questo articolo

Qualche riflessione a margine della saga delle imbecillità andata in scena al Salone del libro di Torino.

Salvini: “E’ censura”. “La libertà di informazione è stata calpestata”.

L’autrice dell’intervista mondiale, tale Stefania Giannini del Giornale: “Hanno calpestato la cultura. Sono stata calpestata anche io”.

In coro i giornali di pretta marca fascistoide, da Libero al Giornale. “Antifascisti, tutti falliti”. “La libertà di espressione è stata aggredita”. E via suonando imbecillità di questa specie.

Primo punto. Come mai Matteo Salvini ha deciso di far stampare le sue strepitose memorie ad una piccola e sconosciuta casa editrice di estrema destra?

Avrebbe avuto di certo la possibilità di una Mondadori, per fare un solo esempio nell’ampio mazzo possibile. Figurarsi se la casa del Cavaliere non avrebbe fatto carte false per poter editare il suo compare di tante merende.

Invece no. Salvini segue un preciso disegno politico, prima ancora che editoriale. Un disegno che lo porta a dare un netto segnale ai naviganti di tutti i mari elettorali in vista delle strategiche europee tra due settimane: io sto a destra, sto con i nipotini del duce, per questo uso di continuo le sue parole ‘ordine, da “me ne frego” a “chi si ferma è perduto” e parlo ai suoi “balconi”.

Segni, segnali, comunicazioni precise, che viaggiano via social, impazzano sulla rete con la dozzina di tweet quotidiani in perfetto stile fascista, e soprattutto via tivvù e media quotidiani. 50 per cento e passa di spazio mediatico occupato da Sceriffo-Salvini, 40 per cento da robottino Di Maio, le frattaglie agli altri, capeggiati dal nulla-Pd.

Quindi, una strategia ottimamente pianificata da spin doctor e comunicatori leghisti. Tutti gli occhiolini possibili alle praterie di destra, da Forza Nuova Casa Pound, risucchiando ovviamente anche lo sperduto elettorato berlusconiano e le truppe meloniane.

Raschiare il barile fascista, fascisteggiante e fascistoide per quanto è possibile, tanto il centro non c’è più e i grillini raccolgono quel po’ di sinistra rimasta sul campo.

Solo dopo viene il favore ad un piccolo e sconosciuto editore, un fascista doc il cui idolo è Mussolini dal mattino alla sera e fino a ieri si sarebbe solo sognato di vedere il suo nome campeggiare sulle prime pagine dei media di regime.

Già 5000 copie vendute di quelle memorie da asciugoni per famiglia, pronta una ristampa. Gongola l’editor– udite udite – che si sente già sul rogo con la sua montagna di copie vendute al “popolo”…

Condividi questo articolo

Lascia un commento