POMICINO / LA NEOSTAR DEI ZINGARETTIANI VESUVIANI

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Arieccolo. Più pimpante che mai, Paolo Cirino Pomicino, pronto ad una nuova vita politica, sottobraccio al compagno Nicola Zingaretti.

Una freschissima love story ai confini della realtà. Ma ben dentro alle ultime follie della politica di casa nostra e ad un Pd a caccia di un’identità perduta e ora d’intese con ‘O Ministro.

Tutto nasce in vista delle europee che ormai bussano alle porte, col Pd zingarettiano alla ricerca affannosa di alcune zattere acquartierate negli angiporti della vecchia politica da prima repubblica.

E così spunta, qualche settimana fa, la passione per il neottantenne leader andreottiano, pronto ad abbracciare quel che resta del Pd.

Ecco le tappe del feeling di primavera.

A tenere i contatti la vicesegretaria dem Paola De Micheli, un tempo renziana doc. A sancire l’unione gli “emiliani bianchi” Enrico Franceschini Graziano Delrio, con la benedizione di Lorenzo Guerini, ex Dc e forlaniano quando aveva i calzoncini corti e poi fedelissimo dell’ex segretario Matteo Renzi.

Due gli appuntamenti per siglare la singolar unione. Il primo a Roma il secondo a Napoli nella sweet di un noto albero del lungomare strettamente riservata per ‘O Ministro fin dai tempi della prima repubblica.

Folto l’entourage pomiciniano per l’incontro partenopeo, una piccola corte degli ex miracoli griffati balena bianca. Fanno capolino Giuseppe Gargani, Dc doc poi berlusconiano della prima ora, l’inossidabile ex sindaco biancofiore di Casoria Ludovico Polizio, l’ex numero uno della Cisl vesuviana Nicola Martino.

Giosi Ferrandino. Sopra Cirino Pomicino

Tra i Pd in pole position Giosi Ferrandino, big (sic) del Pd a Ischia e candidato per le Europee. Si tratta del cavallo vincente su cui nella scuderia Pd puntano le loro fiches, per la compagine dei Socialisti europei. Secondo i bene informati di casa Pd, Ferrandino è il pupillo del tandem Guerini-Topo (quest’ultimo è uno dei piddini storici made in Napoli, nomen omen), il candidato allevato in casa. Mentre Franco Roberti– l’ex numero uno della Direzione distrettuale antimafia – rappresenta l’anima ex Liberi e Ugualidell’altra ex toga Piero Grasso.

Rivelano in casa Pd: “Si tratta di mettere in campo la strategia zingarettiana dell’allargamento dei nostri confini. Ora è la volta degli ex Dc, Udc, Udeur ed ex berlusconiani”. Insomma la crema della crema.

Commenta Repubblica Napoli: “Zingaretti non può disdegnare l’accoglienza di tutti quei transfughi da Forza Italia o dal centro, indisponibili a diventare corifei della nuova stella salviniana”.

Narra ‘O Ministro: “Cosa vuole che racconti, nulla di particolare. Però certamente va costruita un’alternativa al dilettantismo imperante”.

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