VERDE PUBBLICO / NAPOLI FANALINO DI CODA

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Il verde non tocca Napoli. Una decina di giorni fa un’ordinanza del sindaco arancione Luigi de Magistris ha vietato l’apertura dei “parchi”, per via del fortissimo vento.

Abbiamo ricevuto diversi messaggi dai lettori stupiti del fatto che si possa arrivare a chiudere “il nulla”: perché a Napoli praticamente il verde non esiste, e quel poco è già chiuso o abbandonato al suo destino.

Ecco un cittadino. “Siamo veramente la città di Pulcinella. Adesso il sindaco chiude i parchi. Ma il bello è che non ci sono più. La bellissima Villa Comunale lungo via Caracciolo è in uno stato che dire schifoso non rende l’idea. Chiusa e ‘sgarrupata’. Il verde non ha più alcuna manutenzione, l’ex circolo della stampa è un rudere abbandonato, tutto il resto è a pezzi. Il parco dei Camaldoli è chiuso da tre anni e nonostante tutte le petizioni non riapre perché dice che non si trovano tre guardiani con tutti i dipendenti del comune che si girano i pollici. Quelle striscioline di verde in mezzo a piazza Municipio proprio davanti al Comune sono sparite per i lavori della metropolitana. Le altre strisce verdi di piazza Dante sono anche loro sparite da anni. Piazza Garibaldi è tutta cemento e acciaio, un orrore. Al Parco Virgiliano hanno pensato bene di tagliare gli alberi che erano un vanto e ora viene solo da piangere a vederlo ridotto così”.

E prosegue: “Per non parlare del mare pubblico che neanche esiste. Tutto privatizzato, da Mergellina a capo Posillipo, stabilimenti a 15 euro la sdraio il minimo. C’è solo il piccolo Lido delle Monache attaccato a palazzo Donn’Anna con un bel mare ma neanche una doccia o un bagno pubblico dove ogni anno qualcuno cerca di metterci su le mani. I diritti più elementari, al verde al mare, da noi non esistono più. Siamo ormai la periferia delle periferie”.

 

Nella foto, la devastazione del Parco Virgiliano, ridotto a un deserto

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