NAPOLI / LA VORAGINE DI DEBITI SFIORA I 3 MILIARDI

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Ieri la mano tesa ai 5 stelle in vista del voto europeo, oggi il salvagente lanciato dallo sceriffo Matteo Salvini a tutti i comuni in difficoltà, 400 in tutta Italia.

Viaggia a vista la politica del primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris, che ad ogni cambiar di stagione è costretto a fare i tragici conti col pallottoliere di Palazzo San Giacomo. Il colossale debito accumulato, infatti, ammonta alla bellezza di 2 miliardi 750 milioni di euro. Una finanziaria tutta in salsa vesuviana.

Una massa passiva variegata, un minestrone da brividi. Tre, comunque, gli ingredienti principali: 1,2 miliardi per debiti finanziari, 1,1 per anticipazioni di liquidità, 450 milioni di debiti commerciali.

Una voragine ovviamente ereditata anche dalle amministrazioni precedenti, quelle guidata da Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino. E c’è una fetta che arriva addirittura dal rosso maturato negli anni del dopo terremoto.

Per adesso – dicono a Palazzo San Giacomo – si va avanti con la “contabilità armonizzata”, ossia nessuna spesa extra, solo le uscite del tutto indispensabili.

A farne le spese la vivibilità, i trasporti, il decoro urbano, e tutto quanto rende una città minimamente a misura d’uomo.

Va giù duro l’assessore al bilancio Enrico Panini: “Un intervento per la sola città di Roma sarebbe uno schiaffo inaccettabile. Tutte le città metropolitane, pur con storie diverse da Nord a Sud, sono in grosse difficoltà. Ed ignorare ciò che accade dove vive il 30 per cento della popolazione ed è insediato il 50 per cento delle attività produttive è un errore non giustificabile”.

E prosegue: “La sola città di Napoli ha subito un taglio di oltre 800 milioni dal 2013 ad oggi. Siamo la capofila di circa 300 città in predissesto, la stragrande parte collocata al Sud. Abbiamo dovuto fare i conti con norme non solo contraddittorie fra loro ma profondamente inique. E’ arrivato il momento di voltare pagina”.

 

Nella foto il sindaco Luigi de Magistris

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