IL NUOVISSIMO SCATENI – CASTIGAT RIDENDO MORES

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Umorismo, satira e ironia sono tre modi di commentare gli accadimenti della vita molto diversi tra loro pur avendo in comune la capacità intelligente di rilevare e rappresentare l’aspetto comico della realtà.

Luciano Scateni. In apertura uno dei suoi vulcanici dipinti

L’umorismo ( dal latinohumor “ umidità, liquido) sembra derivare il suo significato dalle teorie della medicina ippocratica, che attribuiva a dei fluidi (umori appunto) l’influenza sulla salute e l’indole degli uomini. L’essenza dell’umorismo, così come è stata delineata, seppur nell’originalità e nella differenziazione delle rispettive interpretazioni, risiede proprio in questo legame con l’emotività, con l’interiorità più atavica ed istintuale dell’uomo.

E si trova nel famoso romanzo Tom Sawyer di Mark Twain (“marca due” era il grido in gergo fluviale per segnalare la profonda del fiume Mississipi e il grande scrittore americano Samuel Langhorne Clemens lo adottò dopo avere pilotato per alcuni anni i battelli a vapore che lo percorrevano).

La satira ( dal latinosatura lanx il vassoio riempito di primizie in offerta agli dei) è un genere della letteratura, caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni ; promuovendo il cambiamento e avendo una notevole influenza sull’ opinione pubblica la satira è sempre stata soggetta a violenti attacchi del potere di qualsiasi colore politico. Il potere comunista non l’ha mai permessa.

E Achille Campanile ha trasfuso la satira nelle sue famose “Tragedie in due minuti”

L’ironia (dal greco “ eironeia” dissimulazione) consiste nell’affermare il contrario di ciò che si pensa con lo scopo di ridicolizzare o sottolineare concetti provocando, a volte, una risata e finendo, in quei casi, nel sarcasmo, ma ha assunto anche significati più profondi.

E Luciano DeCrescenzo ha deliziato milioni di lettori con il suo divertentissimo “ Così parlò Bellavista”.

Una pagina del nuovo libro di Luciano Scateni

Luciano Scateni, giornalista, scrittore e pittore, è riuscito nella difficile impresa di fondere magistralmente umorismo,satire e ironia in questo libricino di 128 pagine, formato 10×17 cm, rispondendo a ben 137 Perché ( a meno di non averne dimenticato qualche altro data la singolare impaginazione di Giuseppe Madonna ),divisi in quattro paragrafi ( Il Perché dei perché, Chi dice donna, The best of politic, Cara Chiesa ti scrivo ) , completati da un Appendice e da cinque bellissimi disegni.

Trattandosi di un “ divertissement”, come dice lo stesso Luciano, e non di un romanzo con una sua trama ( ricordo i suoi avvincenti libri sul commissario Ninì Santagata, che meriterebbe una trasposizione televisiva ), mi riesce impossibile sintetizzare un racconto che non c’è ( ma forse c’è e mi è sfuggito). Perciò cito solo alcune delle risposte più divertenti per non togliere al lettore il piacere di .deliziarsi con tutti gli altri.

“Perché solo il Nobel a chi sconfigge il cancro e un mucchio di milioni a CR7, al secolo il pedatore portoghese Ronaldo ? Boh ? Boh !”

“Perché pende la Torre di Pisa ? Perché è pagata per farlo da Kodak, Canon, Nikon e Zeiss”

“Perché la principessa si abbassa a baciare il rospo ?E’ zitella e avanti con gli anni “

“Perché la Sinistra ha un feeling con Marte ? Perché è il pianeta rosso”

“Perché se Beethoven fosse nato in questo secolo avrebbe sicuramente composto “Sonata al chiaro di luna”? Perché con il governo DiMaio-Salvini altro che chiari di luna”

Aggiungo che, come cultore della lingua napoletana ( solo gli imbecilli dicono che è un dialetto), mi hanno molto divertito le spiegazioni di alcuni adagi partenopei.

Si tratta, in definitiva, di una raccolta di riflessioni sui diversi aspetti della nostra vita che hanno il dichiarato intento di suscitare il sorriso ma che inverano l’adagio latino “castigat ridendo mores”.

E si raccomanda ai lettori intelligenti.

Che, penso e auspico, saranno tantissimi.

 

LUCIANO SCATENI Un perché al giorno toglie la noia di torno

Edizioni Intra Moenia, 6 euro

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