“Iva, mai”. Invece sì

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Aumentare l’Iva? Giammai. Negli archivi dei giornali, il niet a variazioni in su dell’imposta si spreca e abbondano le sdegnose smentite ai denigratori del governo gialloverde, a chi ha sostenuto invano l’impossibilità finanziaria di rispettare il contratto e rendere operativi reddito di cittadinanza e flat tax. Puntuale arriva lo sputtanamento. Tria annuncia che l’Iva aumenterà “in attesa di alternative”. Per quelli che i grillini chiamano cittadini in memoria della rivoluzione francese, costerà tutto di più, dagli alimentari alle utenze di Gas, Acqua e Luce. Secondo l’Istat deprimerà i consumi di 0,2 punti percentuali e le imprese di produzione saranno costrette a rivedere verso l’alto il costo dei loro prodotti. Altro che recessione, l’Iva maggiorata contrarrà i consumi e di riflesso l’attività dell’industria manufatturiera. Tutto il resto è noia, un tecnicistico quanto nebuloso bla-bla. Il balbettante Tria, ministro di settore, ha imparato da Conte a sparare balle di ottimismo a futura memoria. Racconta che tutto andrà a posto: spread, debito pubblico, pil. Andrà. Gli fa eco il signor Maggioni, leghista: “L’aumento dell’Iva è solo uno scenario” (!?!?). Bankitalia avverte che occorre trovare da qualche parte 25miliardi per ipotizzare investimenti e neutralizzare l’aumento dell’Iva. Il parere di Zingaretti: “Gli Italiani hanno bisogno di lavoro, di salari più alti e infrastrutture più moderne, di più investimenti su scuola e conoscenza: “Il governo gialloverde conferma che l’unica cosa che aumenterà è l’Iva. Costruiamo un’ altra possibilità per salvare l’Italia dai bugiardi”. Martina: “Il ministro Tria ammette l’aumento dell’Iva e i fatti sono più forti della propaganda di Salvini e Di Maio. Con il loro governo più tasse, meno occupazione e l’Italia in recessione” Esempio: “Solo per rinnovare il contratto degli statali servono 4 miliardi di euro”.

Non bastasse l’inferno delle guerre che insanguinano il mondoa, ecco la guerriglia endogena che in Italia registra rialzi termici in avvicinamento al voto per le europee. Confliggono il giallo del ministro della difesa Elisabetta Trenta, in sintonia con Di Maio e il verde del protervo ministro dell’Interno Salvini, che consultata la palla di vetro di una celebre chiromante e si dice sicuro che tra i disgraziati in fuga dalla Libia si nascondono 500 terroristi. “Porti chiusi” ordina con piglio giustizialista. Dala sponda grillina si replica: “Cose da regime. Questa di Salvini è un’ingerenza inaccettabile, sui porti non ha competenza. I rifugiati si accolgono”. Dalla ‘Mare Jonio’ commenti senza peli sulla lingua: “Solo bugie, slogan propagandistici”. Adirati oltre misura sono i vertici militari che condannano l’ingerenza di Salvini, non gradita al presidente Mattarella, capo supremo delle Forze Armate.

L’onda di neofascismo impunito è un pericoloso veleno che ha effetti devastanti sulla fragilità difensiva di giovani e giovanissimi, che di sfuggita hanno sentito parlare del Ventennio. Succede che un ragazzino di undici anni, figlio di una donna di Ferrara, conosciuta come antifascista, nel corso di un litigio con un compagno lo insulta con questa frase raccapricciante: “Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, ebrei di merda”. L’ingiuria è assolutamente estranea alla famiglia del ragazzino, che dopo averla pronunciata piange e si scusa, ma non cancella lo choc per l’evidente e forse non cosciente assimilazione del pericoloso linguaggio sempre più presente nella quotidianità.

L’esercito di tifosi della Juventus, icona del potere finanziario, che investe nello sport per ricavarne un vantaggioso ritorno di immagine, si scaglia indignati contro i sospetti dei ‘terroni’ di trattamenti di riguardo riservati ai bianconeri dalle istituzioni di settore. Si dà il caso che la classe arbitrale italiana è sponsorizzata da una compagnia di assicurazioni del gruppo Fiat (il logo è in bella evidenza sulla manica) e l’azienda automobilistica italiana è sponsor principale della Nazionale italiana di calcio. La sconfitta della Juve con i brillanti giovanotti olandesi dell’Aiax (nome di un grande eroe greco), che giocano il calcio spettacolo di Sarri, costa ad Agnelli la perdita in borsa di 13 milioni e dell’aureola di primi della classe.

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