Nella corsa al “reddito” Napoli guida con largo vantaggio

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E’ un linguaggio chiaro, inequivocabile. Nella corsa al reddito di cittadinanza Napoli guida la cordata dei richiedenti. Se si amplia il giro di orizzonte, in testa alla graduatoria si trovano le regioni meridionali. Prima è la Campania, seguono Sicilia, Lazio, Puglia. Quale deduzione si ricava dal dato? Che l’Unità d’Italia è il titolo di un evento virtuale, nei fatti negato dalla storia del Paese per motivi geopolitici presenti in molte, in quasi tutte le aree dei Sud svantaggiati della Terra. Il sovranismo in chiave leghista, punta sull’egoismo di regioni che per un trend di sviluppo squilibrato – responsabili quanti hanno governato l’Italia – sono diventate isole del privilegio. Altro non è il progetto di autonomia, fondato sul principio che le regioni ricche lo diventino ancora di più e le povere restino nella marginalità economica e sociale i cui sono state relegate.

Sono saltimbanchi, virtuosi del contorsionismo, campioni del voltagabbana, procedono a ritroso con disinvoltura, come i gamberi: spartiscono a lungo con il sovranismo parafascista di Salvini posizioni e comportamenti distanti dal progetto iniziale del Movimento 5Stelle. Ma quando si destano dal letargo della sciagurata condivisione, anche perché scottati dalla debacle descritta dai sondaggi, operano inversioni a “U”. Hanno inseguito la Lega sul terreno della xenofobia, hanno condiviso la disumanità nei confronti dei migranti in balia del mare, dei gravi disagi a bordo delle navi salvataggio, hanno votato contro il processo a Salvini, imputato per sequestro di persona, si sono piegati all’autoritario smantellamento dei campi rom…Dopo tutto questo si scoprono antifascisti, abbandonano l’idea di alleanze elettorali con i gilet gialli, prendono le distanze da Casa Pound (ma consentono che occupino abusivamente la loro sede romana), offrono attestati di stima alla Merkel (“Rovina dell’Italia” era l’opinione immediatamente precedente), puntano il dito accusatore sull’alleanza della Lega con Paesi che negano lo sterminio degli ebrei e chiudono le frontiere agli emigranti, contestano il Congresso di Verona sulla famiglia, così caro alla Lega, mandano allo scoperto Roberto Fico, perché dica cose di sinistra, nel timore di una rimonta del Pd. Il valzer dei dietro front sembra aver prodotto qualche segno positivo, un lieve assestamento del consenso. Che sia un cambio opportunista di strategia lo conferma il ministro Bonafede: “Il Movimento 5 stelle e la Lega sono due forze politiche completamente differenti, con Dna differenti, con percorsi differenti”.

In tema di sondaggi. Quello realizzato da Swg per La7, in funzione delle elezioni europee, accredita il sorpasso Pd, seppur minimo. Con un +1,3% supera il M5s dello 0,1%. Retrocede la Lega (-1,1%). Zingaretti: “Il rosso va sempre di moda, stiamo recuperando”.

Anche Gino Strada, di Emergenzy, attacca Salvini: “E’ razzista e dichiara sicuro il porto di Tripoli per gli sbarchi di migranti. Solo le mistificazioni e le bugie della politica cercano di coprire la situazione. La Libia è assolutamente fuori controllo. Qualche pazzo crede sia un porto sicuro e pensa di portare lì i migranti: è una follia totale. Salvini usa la logica perfettamente fascista, perfettamente razzista. Solo le mistificazioni e le bugie della politica cercano di coprire la situazione. La Libia è assolutamente fuori controllo. Qualche pazzo crede sia un porto sicuro e pensa di sbarcare lì i migranti… è una follia totale. Chi crede davvero che i nostri problemi economici dipendano dal flusso dei migranti? È una sciocchezza che solo dei minorati mentali possono dire pensare”.

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