Tav: insopportabile tam-tam mediatico

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La manfrina Tav è ben congegnata. En passant, la Rai gialloverdizzata e l’intero sistema mediatico occupato militarmente dalla combriccola Salvini-Di Maio, sfiorano appena il nodo del pozzo nero in cui i due dioscuri stanno affogando la salute della nostra economia. Ruota tutto sul Tav sì,Tav no, “Nì Tav”, come titola oggi la Repubblica. Il gioco perverso di finte contrapposizioni si alimenta da mesi con assi nella manica e i due bari li mettono sul tavolo verde con perfido disprezzo per la tolleranza degli italiani. Ci sono caduti anche Chiamparino, governatore del Piemonte e Zingaretti, appena incoronato segretario del Pd. Giusto o sbagliato che sia, tifano apertamente perché procedano i lavori del Treno ad Alta Velocità, ma le dichiarazioni d’intenti pro Tav, e su questo non hanno riflettuto, portano linfa allo strepitare di Salvini, che della sua utilità, come si dice a Roma gliene pò frega de meno. Il suo è un innamoramento teso a conservare il consenso di imprenditori e lavoratori delle regioni “amiche”. Ma c’è altro dietro il sì Tav del Pd? Probabilmente c’è l’obiettivo di sferrare un duro attacco al Movimento 5Stelle. I dem sono convinti di essere precipitati a percentuali infime di consenso, anche per colpa di esuli approdati alla chimera dei 5Stelle e pensano di farli tornare a casa demolendo la credibilità di Di Maio e compagni. Il redivivo Renzi dichiara di aver contribuito in misura sostanziale alla “distruzione” dei 5Stelle. Se tutto questo corrispondesse a logica della politica, Salvini avrebbe altre carte da giocare al tavolo del disfacimento dei grillismo, già a buon punto, ma poi, chi e come sarà in grado di detronizzare il vice premier del Carroccio? Il quiz è per il neo number one dem, al quale Renzi riserva un esplicito “Onore al vinto, darò una mano in modo leale, trasparente. Conte dice che sarà un anno bellissimo; ma deve trovare subito 15 miliardi di errata previsione, più altri 25 entro dicembre. Possono rimettere l’Imu sulla prima casa, ma sono solo 4 miliardi. Allora Faranno la patrimoniale e avranno la reazione degli imprenditori del Nord. In ogni caso si preparano a un bagno di sangue. In ogni caso si preparano a un bagno di sangue” Danno ragione a questa ipotesi, i miliardi che mancano nelle casse dello Stato per colpa dei condoni concessi nel 2018, che provocheranno un calo di non poco conto delle entrate fiscali, aggravato da quello per il rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero (930 milioni di euro). Anche sul versante delle entrate tributarie da accertamento e controllo si registra una riduzione importante che si assenta intorno al 5,7% rispetto all’anno precedente circa (12 miliardi di euro).

È fresco, inedito, odierno, l’ultimo strappo che vede l’un contro l’altro armati Lega e 5Stelle. Sì al decreto sulla cosiddetta legittima difesa, ma è strappo nel M5S. L’ha approvato la Camera, che presto dovrà trarne le conseguenze: omologa l’Italia all’America dei giustizieri. Andrà liscio anche il passaggio in Senato, ma intanto a Montecitorio hanno dato forfeit 25 deputati grillini, in dissenso con i capi del Movimento. Il sì è venuto, come previsto, da Lega, seguaci di Di Maio, Forza Italia e Fratelli d’Italia. E allora…via libera ai pistoleros.

Alla vigilia dell’8 Marzo, dedicato alle donne, a Crotone giovani militanti, seguaci di Salvini, hanno diffuso un volantino che in più punti ingiuria il mondo femminile: definisce ignominioso il ricorso all’utero in affitto, contesta le quote rosa e la cultura politica che rivendica l’autodeterminazione della donna, responsabile, secondo loro di atteggiamenti “rancorosi” nei confronti dell’uomo. Questi proclami di pericolosa misogenia sentenziano che i femminicidi sono frutto di disgregazione della famiglia (!).

“Fondamentalismo islamico, ritorno al Medioevo”. Così la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni e si associano le ministre M5s, Elisabetta Trenta, Giulia Grillo e Barbara Lezzi.

Come un virus, si diffonde il contagio del razzismo della Lega, sempre più fondamentalista. Attecchisce in alcuni Paesi europei che sono stati accolti dalla comunità europea e non solo. A Bruxelles, cuore della Ue, il Carnevale si è tinto di xenofobia mirata con la sfilata di carri antisemiti a un niente dai palazzi delle istituzioni comunitarie: pupazzi di ebrei dal naso adunco, ghignanti, intenti ad accumulare denaro. Margaritis Schinas, portavoce della commissione Ue: “Richiamano le vignette diffuse negli anni 30 dai giornali nazisti. Ritenevamo impensabile che quelle immagini offensive e distorte potessero ricomparire in Europa”.

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