Sperimentare senza tortura – LAV consegna alla Casellati 53.000 firme

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Una delegazione di quattro brillanti ricercatrici, insieme alla LAV rappresentata da Gianluca Felicetti (presidente LAV) e dalla biologa Michela Kuan (responsabile LAV Ricerca senza animali), questa mattina è stata ricevuta dalla Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, a Palazzo Madama, alla quale hanno consegnato le 53.000 firme raccolte da LAV per chiedere a Parlamento Governo di destinare almeno il 50% dei fondi stanziati per la ricerca in ambito biomedico e sanitario, ai metodi di ricerca senza uso di animali. La richiesta di una scienza etica, utile e scientificamente affidabile.

“Chiediamo che il Senato si attivi e faccia diventare Legge la nostra istanza – afferma la LAV – Le firme nelle prossime settimane saranno consegnate anche ai Ministri della Salute, della ricerca scientifica e tecnologica e al Presidente della Camera. Con le sue risorse LAV ha contribuito a finanziare borse di studio a favore di ricerche senza animali, e le 53.000 persone che hanno firmato in pochi mesi la nostra petizione, oltre a permetterci di favorire lo sviluppo di importanti conoscenze e applicazioni nel campo dei test che non impiegano animali, hanno offerto un’opportunità di lavoro a giovani ricercatrici di Università pubbliche, impegnate nel mettere a punto protocolli sperimentali che hanno avuto anche riconoscimenti scientifici internazionali. In tema di ricerca senza uso di animali, riteniamo che il Governo possa e debba fare come quelli di altri paesi, come la Germania ad esempio – sottolinea la LAV – Proprio grazie a vincoli legislativi, ad esempio nell’ambito cosmetico, le industrie hanno investito in metodi alternativi (senza uso di animali) e ora abbiamo grandi disponibilità di tecniche in vitro, molto più sicure per i consumatori, efficaci ed etiche”.

Da più di 40 anni la LAV si batte per sostenere il ricorso a metodi che sostituiscano l’uso di animali nella sperimentazione perché le alternative esistono e sono state riconosciute scientificamente dal 1959, mentre nessun protocollo sperimentale animale è mai stato validato. Dai modelli informatici agli organi bioartificiali, fino ai microcircuiti con cellule umane, i metodi alternativi sono una realtà che nel nostro Paese fatica a svilupparsi, nonostante la Direttiva europea e la legge nazionale li supporti pienamente vedendo nel ricorso all’animale l’ultima scelta possibile. Purtroppo, però, i numeri parlano chiaro (dati del Ministero della Salute pubblicati in G.U.): sono 580.073 gli animali usati nella ricerca nel 2017 di cui il 46% sottoposti a sperimentazioni, con livelli di dolore alti e quasi 200mila gli individui utilizzati per la ricerca di base, applicazione che non prevede alcun obbligo di legge (https://www.lav.it/news/sperimentazione-dati-2017).

“Deve esserci un cambiamento culturale e scientifico concreto e un finanziamento tangibile, se vogliamo che la ricerca in Italia possa offrire posti di lavoro, un futuro ai malati e una garanzia economica per chi investe nel nostro Paese – precisa la LAV – I modelli sperimentali senza animali sono una realtà promettente su cui investe l’Europa e il contesto mondiale, ma al momento non è previsto alcun finanziamento né per svilupparli né per implementarli, lasciando la legge silente. Per solo tre anni sono stati stanziati in Italia 500.000 euro, mentre, per fare un confronto, la Germania ha investito 50 milioni di euro quindi 100 volte di più rispetto al nostro Paese. Inoltre, dal 2017 in Italia non ci sono più nemmeno questi pochi fondi, lasciando arrancare le piccole e grandi realtà della ricerca pubblica.”

LAV da anni, collabora con le Università per sostenere la ricerca e dare la possibilità a giovani ricercatori di lavorare dignitosamente in un campo utile, etico e affidabile come le sperimentazioni alternative. La dott.ssa Susanna Penco dell’Università di Genova, a tal proposito, sottolinea come per il triennio 2014-2016, secondo il Decreto, erano stati stanziati alla Regione Liguria oltre 45.000 euro per le metodiche alternative all’uso di animali: “di questi denari non abbiamo ricevuto nemmeno un centesimo, poiché sono stati assegnati ai colleghi che lavorano con gli animali (ad es. è stato comprato materiale di arricchimento per far giocare i roditori). Quindi il principio di sostituzione continua ad essere disatteso! Eppure lo spirito della Direttiva indica fondi regionali destinati alla ricerca e allo sviluppo di metodi alternativi all’uso degli animali per fini sperimentali”.

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