Do ut des. Per chi non ha studiato al classico, una cosa a te, una a me

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Salvini, lo ha minacciato. Querelerà Martina del Pd e chiunque accuserà i due vice premier di un patto bilaterale, secondo il quale i
5Stelle lo salveranno dal processo per sequestro di persona e il ministro dell’Interno accetterà lo stop al Tav. Basta saper attendere
e sapremo se la tesi di Martina e non solo la sua è una logica previsione o un’insinuazione.
Nessun dubbio, la destra predispone le ragioni del perché negherà l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno
chiesta dalla Procura di Catania per il grave reato di sequestro di persona commesso nei confronti dei migranti e del personale di bordo
della nave Diciotti. Gasparri, presidente della Giunta per le Immunità del Senato, ha deciso di acquisire gli allegati presentati da Salvini
a firma di Conte, del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Respinta la contestazione di Grasso
(Leu) Gasparri ha driblato la fase del voto in giunta e ha deciso personalmente (“A norma di regolamento”, come ha precisato il grullino
Giarrusso. E’ l’evidente prologo del no del Senato. La discussione è fissata per mercoledì e giovedì prossimi, il voto della giunta è
previsto per il 19 o il 20 Febbraio. Un capolavoro pilatesco è quanto sostiene Conte, come sempre nel ruolo di pompiere e di messo
conciliatore per Lega e 5Stelle: “Sento il dovere di precisare che le determinazioni assunte in quell’occasione dal ministro dell’Interno
sono riconducibile a una linea politica sull’immigrazione, che ho condiviso nella mia qualità di presidente nel Consiglio con i ministri
competenti, in coerenza con il programma di governo (prevedeva il sequestro di persona? ndr). Le azioni poste in essere dal ministro
dell’Interno si pongono pertanto in attuazione di un indirizzo politico-internazionale, che il Governo da me presieduto, ha sempre
coerentemente condiviso fin dal suo insediamento. Di questo indirizzo, così come della politica generale del Governo, non posso non ritenermi
responsabile, ai sensi dell’articolo 95 della Costituzione”. La dichiarazione è un capolavoro di furbizia da Carneadi della
giurisprudenza. In sostanza, dice Conte, se decidete di processare Salvini dovete processare anche me e perché no, Di Maio, Toninelli,
gli altri esponenti dell’esecutivo che hanno condiviso le azioni del ministro dell’Interno. L’auto accusa, potrebbe consentire alla giunta
di respingere la richiesta di procedere, non lo sputtanamento nell’aula del Senato dei grullini, costretti a rinnegare la linea
giustizialista nei confronti dei parlamentari accusati di reati. A rischio scampato, non c’è che attendersi la resa di Salvini sul nodo
Tav. Onorevoli? Chi?

La Casaleggio associati, in intesa colloquiale segreta con Grillo e i suoi alfieri Di Ma e Di Ba, riceve dalla Procura di Catania, su un
piatto d’argento, l’opportunità per contrastare la montante subordinazione alla Lega: spedire Salvini in tribunale, imputato del
gravissimo reato di sequestro di persona, decapiterebbe il “nemico” e frenerebbe l’emorragia dei suoi attratti dal trend vincente del
Carroccio. Non vi sono segnali di adesione dei 5Stelle a questo assalto al forte leghista e anzi, come chiarito nell’esordio di questa
nota, è probabile che Di Maio “ordini” ai senatori pentastellati di salvare il ministro dell’Interno e di compensare lo sgarbo ai principi
di giustizialismoi erga omnes con il dietro front della Lega sul Tav.

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