GRUPPO ROMEO / LE MIRACOLOSE SENTENZE DEL CONSIGLIO DI STATO

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Una lunga story, quella che si è sviluppata negli anni, tra il Consiglio di Stato e l’immobiliarista aversano Alfredo Romeo. Molte sentenze pronunciate dal supremo organo della giustizia amministrativa, infatti, sono risultate “miracolosamente” favorevoli, anche nelle circostanze più ardue e impensabili, come la Voce ha descritto fin dal 2013.

Partiamo dalle ultime notizie. Ecco cosa scrive il Fatto online: “Sentenze del Consiglio di Stato truccate per favorire (anche) l’imprenditore Alfredo Romeo e la sua Romeo Gestioni, nell’ambito di ricorsi per alcuni appalti Consip. E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della procura di Roma per corruzione in atti giudiziari nella quale sono finite coinvolte otto persone tra cui giudici ed ex magistrati, tutti operanti in Sicilia. Al centro dell’indagine condotta dal pool di pm coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, c’è infatti Stefano Vinti, legale di Alfredo Romeo, già rinviato a giudizio nell’ambito di un’altra, più nota inchiesta della procura di Roma legata alla piattaforma centrale degli appalti, con una presunta mazzetta da 100 mila euro in 4 anni pagata all’ex dirigente Marco Gasparri”.

E ancora: “proprio Vinti, secondo la procura, sarebbe addirittura stato in grado di acquistare ‘pacchetti di sentenze a coupon da 10’, indicando di volta in volta se la causa oggetto di trattazione rientrasse nel pacchetto concordato’”.

Del resto, nelle carte dell’inchiesta Consip iniziata alla procura di Napoli, c’è il contenuto di una conversazione intercorsa tra Alfredo Romeo e il suo portavoce Italo Bocchino (che beccava di stipendio circa 10 mila euro al mese) in cui l’ex braccio destro di Gianfranco Fini diceva al capo: “Vinti c’ha un pacchetto di dieci cose là”. Il riferimento – secondo gli inquirenti – è “all’esistenza di anomale connessioni dell’avvocato Vinti con personale del Consiglio di Stato, tali da consentirgli di acquistare pacchetti di sentenze a coupon da 10”. In quel caso “Romeo e Bocchino lamentavano il fatto che una vicenda, ritenuta sicura, non era stata inserita nel pacchetto delle sentenze che Vinti vantava presso il Consiglio di Stato. A riprova deve evidenziarsi che lo stesso in Adunanza Plenaria rigettava l’appello proposto da Romeo Gestioni”.

Non è finita. Così continua il report del Fatto online: “Gli inquirenti sono risaliti ad almeno quattro ricorsi sospetti su altrettanti appalti Consip presentati dalla Romeo Gestioni spa e dalla Consorzio Stabile Romeo Facility Service 2010, entrambe riconducibili proprio ad Alfredo Romeo. Il primo contro Inps e Prelios Integra spa per la gestione del patrimonio immobiliare dell’istituto previdenziale – appalto da 44 milioni di euro – con sentenza del 17 giugno 2015 favorevole al gruppo Romeo. Gli altri tre per l’affidamento del ‘servizio luce e servizi connessi per le Pubbliche Amministrazioni, lotti 5 e 6’ contro Consip e Citelium spa, con ordinanze di rimessione all’Adunanza Plenaria datate 17 settembre 2015, 29 febbraio 2016 e 27 luglio 2016”.

Dell’appalto Inps da 44 milioni la Voce aveva scritto a novembre 2013 una cover story titolata “Romeo e il Buon Consiglio”.

Questo il sommario: “I più attenti osservatori se lo domandano da sempre: qual è la buona stella che ha consentito ad Alfredo Romeo di scalare i gradini dell’alta finanza nazionale, fino a diventare una star che fa piazza pulita di appalti miliardari in Italia e ora anche oltre? L’ultimo colpo grosso riguarda la gestione del colossale patrimonio immobiliare targato Inps, una vicenda giudiziaria che ha dell’incredibile e vede ancora una volta il Consiglio di Stato scendere in campo per accogliere le ragioni del Gruppo Romeo, disponendone istantaneamente la collocazione in pole position come vincitore della gara d’appalto con una sentenza addirittura anticipata rispetto alle motivazioni. Qui ripercorriamo il cammino del cosiddetto ‘Sistema Romeo‘ con una serie di vicende inedite”.

Potete rileggere l’inchiesta della Voce di fine 2013 cliccando sul link a seguire.

Ecco l’ultima. La Romeo Gestioni è stata condannata recentemente dalla Corte dei Conti del Lazio al pagamento di 1 miliardo di euro nell’ambito del processo contabile sullo scandalo ‘Affittopoli‘ per la mala gestio degli immobili del patrimonio disponibile del Comune di Roma tra il 2005 e il 2014.

Leggi l’inchiesta di novembre 2013

Inchiesta Romeo novembre 2013

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