TAV / LA SUPER CAZZOLA DEI COSTI-BENEFICI

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Sta giungendo al suo epilogo la sceneggiata sul dossier Tav “costi-benefici”, la relazione dei supertecnici sull’Alta velocità. Si sa da tempo che danno un parere negativo: comunque la parodia continua.

Ed è subbuglio nell’esecutivo gialloverde. Lo sceriffo Matteo Salvini è super incazzato perchè la relazione è stata inviata, a sua insaputa, ai francesi. L’altro vicepremier Luigi Di Maio replica di esserne all’oscuro anche lui. Non pochi giurano di aver visto Danilo Toninelli, calzamaglia in volto, partire con un pulmino alla volta di Parigi, nottetempo.

Dopo il rinvio a giudizio per la Diciotti, ecco l’altra bomba (o tric trac?) che rischia di mettere in crisi l’amore tra leghisti e pentastellati. Staremo a vedere nelle prossime ore.

Ma esaminiamo più da vicino la super cazzola della relazione, fino ad oggi coperta dal più totale riserbo, top secret per tutti.

Conterrà di certo numeri, valutazioni, confronti, percentuali, fatturati, di tutto e di più per calcolare il nulla. Una relazione del tutto inutile, che non toglie e non mette niente, per il semplice motivo che non prende in considerazione degli elementi base, del tutto imprescindibili e le cui cifre non sono  determinabili. Per cui si sarebbe dovuto prendere una decisione – un NO senza se e senza ma –  a prescindere da ogni altro calcoletto da ragioniere.

Ecco, ad esempio, qualche domandina che alle elementari si sono posti e si pongono gli alunni.

In che modo mai potranno essere calcolati, nella lista costi-benefici, gli impatti ambientali provocati da quei lavori? Il disastro che verrà prodotto in quei territori, in quegli ecosistemi già martoriati da troppi abusi e solo in attesa di altri interventi per implodere con alluvioni, valanghe, di tutto e di più?

Secondo interrogativo-base. In che modo possono mai essere valutati, nel listone costi-benefici, i lavori e i subappalti che inevitabilente finiranno alle imprese di riferimento delle mafie? Visto che i controlli al solito non esistono? E quando lontanamente ci possano essere, le mafie sono perfettamente in grado di bypassarli?

Poi. I costi della corruzione – peraltro in molti casi legati a quelli mafiosi – come vengono conteggiati? I costi per le consulenze ad amici & amici degli amici? I progettisti di questa o quella cordata? Gli ingegneri di questa o quella scuderia?

Senza mettere in conto queste “cifre”, che cavolo di dossier costi-benefici può mai saltar fuori?

Ma di certo lorsignori se ne fregano. E sceriffo Salvini potrà continuare a sparare le sue bordate sugli spalti…

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