RAI / POVERA PATRIA E POVERA REPUBBLICA

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“Per far dispetto a mia moglie mi taglio il cazzo”. E’ uno più noti proverbi napoletani e non solo.

A ricordare la prassi scende in campo un cavallo di razza della scuderia di Repubblica, Sergio Rizzo, alle prese con un commento sulle nuove gestioni Rai. Orride sceneggiate messe in campo dal tandem Freccero-Sangiuliano, l’ex tutto sinistra proveniente delle praterie berlusconiane e il mitico portaborse di Sua Sanità Francesco De Lorenzo.

Rizzo fa di tutta monnezza un fascio. Nel sacchetto a perdere, infatti, ci infila un po’ di tutto. Si comincia dal “Signoraggio bancario” evocato in “Povera Patria”: un tema del quale si parla da decenni, tra i primi un quarto di secolo fa un eccentrico avvocato napoletano (Alfonso Luigi Marra) che comprava paginate sul Mattino per denunciare il “signoraggio bancario” e allestiva migliaia di cause per chiedere risarcimenti alle banche. Se i folli folleggiano, comunque, non vuol dire che gli istituti di credito siano immacolati come gigli candidi: si tratta sempre di Banksters,  vampiri che succhiamo il sangue ai risparmiatori per regalarlo a chi ne ha già montagne e agli amici.

Stesso discorso per Bilderberg, la congrega paramassonica internazionale che si riunisce una volta all’anno per decidere i destini delle economie mondiali: questa fetta a me questa a te. Se la Rai fa una trasmissione sui Bilderberg sia la benvenuta: invece mister Rizzo ironizza sulle “macchinazioni delle lobby di Bilderberg”, del resto sempre difese nel salotto di Lilli Gruber (tra le più assidue frequentatrici di quel summit) ad Otto e Mezzo, con Emma Bonino (presente anche nell’international board della Open Society Foundations di George Soros) tra i super fans di quella lobby fondata nel 1954 da un generale nazista.

Eccoci alle cospirazioni pluto giudaico massoniche evocate sempre dall’agile penna di Rizzo.

In un altro editoriale di Repubblica, firmato lo stesso giorno dall’economista Roberto Perotti, viene messo in croce il senatore 5 stelle Elio Lannutti, accusato di “ignoranza”, “incompetenza”, “imbarazzante pochezza intellettuale”, per la famigerata vicenda dei Protocolli di Sion. Fino a prova contraria Lannutti – che ha lottato per una vita a fianco dei risparmiatori in sella all’Adusbef, denunciando le mafie bancarie – di economia reale ne capisce cento volte più di mister Perotti, abituato alle comode aulette universitarie.

 

Nella foto Carlo Freccero

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