LILLI GRUBER/ QUELLE QUIRINARIE STRAVINTE DA IMPOSIMATO

Condividi questo articolo

Clamoroso scivolone di Lilli Gruber nel suo salotto di Otto e mezzo. La puntata è dedicata alla richiesta di rinvio a giudizio per il titolare del Viminale Matteo Salvini avanzanza dal tribunale dei ministri per il “sequestro” della nave zeppa di immigrati. Tra gli ospiti c’è il fondatore di Emergency, Gino Strada, al solito lucidissimo nelle sue analisi e ovviamente schierato contro le politiche da pieno far west dello sceriffo leghista.

Ad una domanda della conduttrice, Strada fa sapere di non aver votato – come da tanti ritenuto – per i 5 stelle alle ultime elezioni. Molti, infatti, rammentavano l’alto gradimento tra le fila dei pentastellati fatto segnare dal chirurgo che ha speso la sua vita per salvare gli ultimi.

Ferdinando Imposimato

Ma eccoci all’autogol griffato Gruber. “Alle quirinarie ricordiamo tutti che lei fu tra i più votati, insieme a Milena Gabanelli e Stefano Rodotà. Se non sbaglio lei fu secondo, prima la Gabanelli e poi Rodotà”.

Ricorda male la rossa di Otto e mezzo. E non rende omaggio alla memoria di Ferdinando Imposimato, che alle quirinarie del 2015 fu stravotato come primo dal popolo 5 stelle, staccando tutti i ‘concorrenti’: ottenne, infatti 1 voto on line su 3, il 32 per cento. A distanza siderale il secondo, Romano Prodi con il 20 per cento, e il terzo, Nino Di Matteo con il 13 per cento. Ed infatti il nome di Imposimato fu votato in modo compatto dai grillini nelle prime “chiamate” per nominare il nuovo capo dello stato.

La circostanza è facilmente reperibile su internet, e fa testo il breve resoconto di Rainews del 29 gennaio 2015. E Sergio Mattarella diventò capo dello Stato due giorni dopo.

Con ogni probabilità Gruber confonde con le precedenti primarie, una sorta di “allenamento” perchè non c’era, nel 2013, alcun presidente da scegliere per il Colle. In quella votazione on line – e solo allora – si verificò la classifica evocata ad Otto e mezzo: prima Gabanelli, al secondo posto Strada, al terzo Rodotà. Tanto per rammentare ancora, Gustavo Zagrebelsky fu quarto e Imposimato quinto.

E’ doveroso restituire ad Imposimato quel che è di Imposimato. Un uomo che ha difeso la Costituzione e la Giustizia (quella vera) per tutta la sua vita, con enorme coraggio e passione civile.

Condividi questo articolo

Lascia un commento