Portobello…? Portobello…? Miracolo, risponde

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La cronaca ci regala un attributo nuovo di zecca come alternativa a “grillini, grullini”, “pentastellati”, “cinquestelle”, ovvero “pappagalli. L’inedito si deve a chi transitando nel Transatlantico ha scorto su un divano un plico abbandonato. Indotto da legittima curiosità a scoprirne il contenuto lo ha sfogliato. Quelle sei pagine sono affidate ai parlamentari del movimento, che in rissosa alleanza con la Lega s-governa l’Italia. Contiene suggerimenti, indottrinamento, frasi e argomenti da recitare a memoria, comprese virgole, punti e punti esclamativi, ovemai uno di loro debba rispondere a domande di giornalisti o comunque esternare il pensiero del Movimento (banca Carige, tasse, trivelle, Tav elezioni europee, buche Roma). In appendice il pro memoria propone una serie di spunti per sputtanare la Lega, a conferma di un matrimonio che nella migliore definizione è di separati in casa, rissosi, abbarbicati alla convivenza per libidine di potere.

Il video postato da Bonafede sull’arresto di Battisti viola un bel po’ di leggi oltre a testimoniare narcisismo auto-propagandistico, ma l’intera orgia mediatica sull’arresto rivela l’entità dell’occupazione di Lega e 5Stelle sui principali strumenti di comunicazione quali sono Tg1 e Tg2 in gara di enfasi gialloverde. Giusti i complimenti alla Polizia, in sordina il vero merito della cattura, da riconoscere alla poliziotta che ha consentito di rintracciare Battisti con intercettazioni telefoniche. L’ex terrorista sconterà la condanna all’ergastolo, sempre che non si dichiari pentito. Lo ha fatto Brusca, condannato per un centinaio di omicidi (il più efferato è quello del figlio del pentito Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido), i più eclatanti di Falcone e Rocco Chinnici. Pochi sanno che Brusca, nel 2016, è tornato in libertà e si aspetta gli sia concessa la detenzione ai domiciliari. Su questo non esiste un video di Bonafede e si può scommettere, mai esisterà.

Il “mi piego ma non mi spezzo” Salvini, prima di ritrovarsi vice premier e non ancora in vista delle elezioni del marzo 2018, tuonò contro le trivellazioni, ora le sostiene a spada tratta. Con metà del sistema ferroviario italiano da restaurare e decine di ponti a rischio crollo, con centinaia di scuole senza certificato di agibilità, con la ricostruzione delle aree terremotate all’anno zero, o quasi, con livelli di povertà degli italiani a dimensione da terzo mondo, Salvini mobilita le piazze per il sì al Tav e riesce a coinvolgere anche il presidente Pd del Piemonte. Perché la ritengono un’opera essenziale? No, Salvini per favorire le imprese del Nord, di regioni a trazione leghista, Chiamparino perché?

Ogni promessa dovrebbe essere debito, secondo un detto popolare, non per l’“Incompiuto” Di Maio. “Primo atto del governo”, proclamò al momento dell’investitura “il reddito di cittadinanza”. Intruppato nel labirinto di proclami, dietrofront, continue variabili su date, destinatari e entità del “sussidio”, il vice premier annuncia che il reddito sarà operativo ad Aprile. Perché non febbraio o Marzo. Alla vigilia delle politiche sarebbe un formidabile spot pubblicitario per il governo. Ma potrebbe essere anche un rovinoso boomerang se qualcosa andasse storto per mancanza di risorse o limiti organizzativi e allora, meglio scavalcare la tornata elettorale.

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