CARCERI / PIU’ SUICIDI E SOVRAFFOLLAMENTO, NIENTE MISURE ALTERNATIVE

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Situazione carceraria sempre più insostenibile. Le ultime cifre relative all’anno appena trascorso, il 2018, parlano tragicamente da sole: record di suicidi, 67, cifra che supera il top (66) del 2010 e del 2011. Dopo 5 anni, il sovraffollamento è ricominciato (un aumento di 2.500 unità), attestando il numero complessivo dei carcerati italiani all’incredibile quota di 60 mila, mentre la capienza massima è di 50 mila.

Ecco un commento a botta calda che si raccoglie ad Antigone, l’associazione che da anni si batte per i diritti dei detenuti: “c’è incertezza sui numeri effettivi che non sono ufficiali. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non pubblica una lista ufficiale delle morti nel sito del ministero della Giustizia. Le notizie dei decessi sono difficili da reperire”.

Non resta che affidarsi alle statistiche pubblicate da “Ristretti Orizzonti”, la cui redazione aggiorna ogni giorno la lista dei detenuti morti dal 2002 ad oggi, per cognome, età, data e carcere in cui è avvenuto il decesso.

Il sovraffollamento è a macchia di leopardo. Al primo posto della classifica per sovraffollamento c’è attualmente la Puglia, con un tasso del 161 per cento, poi viene la Lombardia con il 137 per cento. In molti istituti di pena, comunque, sono abbondantemente superate tali soglie, come ad esempio succede a Brescia, Como e Taranto, dove si sfiora o addirittura supera il 200 per cento.

Commenta il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella: “L’indirizzo dell’attuale governo sembra quello di costruire nuove carceri. Costruire un carcere di 250 posti costa circa 25 milioni di euro. Ciò significa che ad oggi servirebbero circa 40 nuovi istituti di medie dimensioni per una spesa complessiva di 1 miliardo di euro”.

E aggiunge: “quello che invece si potrebbe fare subito è investire nelle misure alternative alla detenzione. Sono circa un terzo le persone recluse che potrebbero beneficiarne e finire di scontare la pena in una comunità. E andrebbe posta al centro del dibattito la questione delle droghe. Circa il 34 per cento dei detenuti è in carcere per aver violato le leggi in materia, un numero esorbitante per un fenomeno che andrebbe regolato e gestito in maniera differente”.

Cosa ne pensa sceriffo Matteo Salvini che se ne va a spasso con l’ultrà del Milan pluricondannato per spacci vari di droga?

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