NAPOLI / QUEL VERDE MASSACRATO. E IL COMUNE NON VEDE

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Muore il verde a Napoli. E l’inizio di quest’anno è nel segno del peggioramento di una situazione già disastrosa. All’insaputa di palazzo San Giacomo?

Dopo Capodanno chi ha avuto la possibilità di entrare ha trovato un Parco della Floridiana (l’unico polmone verde nella zona commerciale e residenziale del Vomero) letteralmente devastato. Dice chi abita nella vicina piazza Vanvitelli: “Già era aperto a singhiozzo, poi è stato chiuso ad ottobre per la caduta di alcuni alberi con le tempeste che ha fatto. Adesso hanno vandalizzato quel poco che c’era, dalle giostre per i bambini, che ormai non esistono più, alle panchine, tutto raso al suolo”.

Denuncia l’ex presidente della Circoscrizione Vomero Gennaro Capodanno: “La Floridiana è nell’assoluto abbandono. Da quando è scaduta la convenzione tra il ministero dei Beni culturali e il Comune di Napoli che almeno garantiva la presenza all’ingresso di alcuni lavoratori socialmente utili della Napoli Servizi, adesso non c’è più alcuna forma di vigilanza, così chiunque può scavalcare e far scempio di quel che trova”. E aggiunge: “quanto alla messa in sicurezza dei cinquanta alberi a rischio, nulla è accaduto da quando, un mese fa, la direzione del museo annunciò lo stanziamento di 36 mila euro da parte del ministero. Non se ne è più saputo niente. Così la Floridiana muore”.

E muore la Villa Comunale, che corre lungo la celebre via Caracciolo. Da anni è in uno stato di completo abbandono, e negli ultimi tempi la situazione è ulteriormente peggiorata. “Gli alberi stanno morendo un po’ alla volta, per via dell’acqua marina che arriva alle radici, a causa dei devastanti lavori della linea metro”, osserva il geologo Riccardo Caniparoli. Per lo stupendo Circolo della Stampa – vandalizzato sia esternamente che internamente – non c’è alcuna prospettiva, così come era stato anche con la precedente giunta Iervolino. Un polmone verde ridotto a sterpi, macerie e polvere, la Villa Comunale, dentro cui sopravvive non si sa come la Stazione marina Anton Dohrn.

Gennaro Capodanno. Sopra, i cancelli chiusi della Floridiana

Muore il celebre Parco Virgiliano, alla fine della collina di Posillipo, vista a picco su Coroglio e le isole del Golfo. Devastato non solo e non tanto dal ciclone di ottobre, che ha spazzato via alcuni alberi, ma da una malattia che li ha colpiti: un mese fa sono stati tutti abbattuti dal Comune di Napoli. Nota un botanico: “non c’è stata mai alcuna cura per quegli alberi secolari, mai un intervento degli esperti dell’Orto Botanico, mai niente di niente. Il Comune se ne è lavato le mani. E adesso il Virgiliano è deturpato, non tornerà mai più così come è stato fino ad un mese fa”.

Potranno servire a qualcosa gli sforzi di una neonata associazione di volontari nata perchè il Virgiliano sia inserito tra i beni protetti dal Fai e possa ricevere dei fondi per curarlo? Intanto il Comune tace.

Come tace e se ne lava le mani per il Parco dei Camaldoli, chiuso da due anni “perchè manca il personale di servizio”, è la poco credibile pezza a colori che s’inventano a palazzo San Giacomo, dove tra le centinaia di giardinieri aumenta regolarmente il numero dei “sedentari”. Ora il Parco è inaccessibile, off limits; chiunque, anche qui, può entrare e far scempio di quel che resta. Proprio due anni fa venne trovato un uomo “suicidato” ad un albero, chiaro delitto di camorra. Ora un’altra neo costituita associazione no profit cerca di proporre al Comune un concreto progetto di rinascita: vogliono costituire un “consorzio di gestione” autofinanziato inizialmente e poi con la possibilità di aiuti dai privati. Il tutto per dar vita anche a mini iniziative produttive (ad esempio con le castagne), poi concerti, tempo libero e via di questo passo. Ma che farà palazzo San Giacomo?

Infine l’eterno problema dello Stadio Collana nel cuore del Vomero, da sempre sotto e male utilizzato, l’impianto dove giocava un tempo la seconda squadra cittadina di calcio, l’Internapoli, poi scomparsa. Dalla società di gestione, Giano, spuntata qualche anno fa sono da poco uscite le uniche presenze che forse – per il loro passato – avrebbero potuto garantire qualcosa, ossia Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro. E’ rimasto in campo, con alcuni amici, l’imprenditore Paolo Pagliara, determinato a continuare e a far in modo che la Regione possa utilizzare la struttura per le Universiadi che si terranno a metà 2019. Ma i tempi sono strettissimi.

“Il progetto di Giano è di totale inconsistenza”, bolla il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Che aggiunge: “sarebbe il caso intervenisse la magistratura”.

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