CONCERTONE A NAPOLI / LO FA LA SOCIETA’ IN LITE COL COMUNE

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Botto di Capodanno, a Napoli, per la solita sigla baciata dalla dea bendata. E’ un ennesimo fine anno di festa per la Italstage, che in beata solitudine si aggiudica l’appalto per l’organizzazione del concertone in piazza del Plebiscito e quello per una serie di altri eventi collaterali.

E pensare che proprio Italstage è in lite giudiziaria con la stessa amministrazione guidata dal sindaco arancione Luigi de Magistris, che ha bandito l’appalto. Una gara alla quale ha partecipato una sola società, che ovviamente ha vinto. “Non c’erano altri concorrenti su piazza in grado di fare quel lavoro organizzativo”, giustificano i burocrati municipali.

Due anni fu proprio Italstage ad installare ‘NAlbero della discordia, una gigantesca struttura da molti criticata per la sua estetica non certo da mille e una notte, e invece capace di deturpare il paesaggio. Ma fu molto frequentata, visto che sui suoi “rami” ‘c’erano negozietti, ristorantini, baretti e tutto quanto fa “ammuina”.

Peccato che il patròn di Italstage si allargò un po’ troppo, come superficie occupata, tanto da beccare una multa da 570 mila euro: che oggi rappresenta il contenzioso con lo stesso palazzo San Giacomo.

L’anno seguente Italstage propose, nella stessa location, ossia la Rotonda Diaz, lungo la celebre via Caracciolo, di installare un grande “Corno”: l’idea, subissata di critiche, non passò. Ciò non ha impedito alla società di provarci per la terza volta, aggiudicandosi il Concertone. Ma ha subito provveduto a smistarne l’organizzazione alla più nota radio cittadina, Kiss Kiss.

Queste le cifre: 150 mila per il Concertone e 78 mila euro per gli eventi collaterali.

“L’ho fatto per puro amore della città – spiega il numero uno di Italstage, Pasquale Aumenta – visto che non c’è alcun margine di utile e proprio per questo nessun altro ha partecipato al bando di gara”.

Fino a qualche settimana fa, intervistato dai cronisti, Aumenta sosteneva che era impossibile lavorare più a Napoli, per via dei troppi intoppi burocrati e dei soliti ‘signor No’.

Evidentemente in pochi giorni ha cambiato idea.

E non sono in pochi a criticare la tempistica per il bando, annunciato solo qualche settimana fa, e quindi impedendo a non pochi di gareggiare.

Altri, invece, hanno criticato il fatto che non sarebbe stata rispettata la normativa del cosiddetto “programma 100”, ossia non aver contenziosi tributari con il Comune. Mentre è in vita, appunto, quel contenzioso da 570 mila euro. Si difendono a palazzo San Giacomo: “La vicenda giudiziaria non è rilevante ai fini del programma 100 perchè l’ufficio competente ha attestato la regolarità”. Quando garantisce la burocrazia….

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