MACRON / IL BODYGUARD BENALLA FA AFFARI CON I CAPI DEL CIAD

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Macronate continue. Ne combina una dietro l’altra il presidente in picchiata nel gradimento dei francesi.

Ricordate il tanto affettuoso bodyguard Alexandre Benalla che venne “formalmente” allontanato dall’Eliseo per aver picchiato alcuni manifestanti? Bene, non solo non è stato allontanato, ma ora addirittura fa il diplomatico per il suo caro padrone Emmanuel Macron. Ai confini della realtà.

Secondo quanto riportato in una inchiesta del periodico on line Mediapart, il rampante tuttofare è volato in Ciad due settimane prima della visita presidenziale. E chi ha incontrato? Nientemeno che il capo dello stato del Ciad, Idriss Deby, e poi suo fratello, Oumar Deby, a capo della direzione generale della ‘riserva strategica’ del Paese.

Con quest’ultimo a quanto pare si è lungamente intrattenuto per parlare di un affare da 250 milioni di euro, come è poi filtrato dall’entourage del potente Benalla. Che ha tenuto subito a precisare: “niente a che vedere con Macròn e con l’Eliseo”.

Sorgono a questo punto spontanee le domande: ma a quale titolo Benalla si è presentato al numero uno del Ciad e ha poi trattato con suo fratello un affare di tale importo?

Ma c’è un’altra domanda ancora più delicata: con quale passaporto diplomatico ha mai potuto viaggiare, visto che dopo i fattacci dello scorso maggio era stato allontanato dall’Eliseo, dall’entourage presidenziale e gli erano stati tolti i due passaporti diplomatici? Mistero.

All’Eliseo cercano di mettere qualche pezza a colori: “Benalla non era un emissario ufficiale o ufficioso della presidenza della Repubblica”. In gita privata d’affari?

Il direttore di Mediapart, Edwy Plenel, però rincara: “si tratta di un vero affare di Stato. Il documento che Benalla continua ad utilizzare è valido fino al 22 settembre 2022 e riporta la tradizionale dicitura dei passaporti diplomatici”.

Il ministero degli Esteri fa (o finge di fare) la voce grossa. La portavoce Agnes von der Muhll spiega che il ministero aveva chiesto l’immediata restituzione, a fine luglio, dei due passaporti diplomatici. E minaccia ora azioni legali.

Insomma, un’altra brutta e intricata storia che fa ulteriormente scendere Macron nei sondaggi.

Nell’oscuro pedigree di Benalla ci sono poi delle zone più che border line, in grado di aprire scenari non poco inquitanti. Secondo alcune fonti investigative transalpine, infatti, monsieur Benalla è legato a non pochi personaggi coinvolti con il terrorismo e nelle stragi del Bataclan e dello stadio di Parigi. Spicca poi il nome di tale “Marko”, a sua volta reclutato tra i bodyguard presidenziali per volere di Benalla, anche se risulta aver precedenti come “delinquente comune”.

Tra le passioni di Benalla, poi, quella per la massoneria, sia francese che egiziana. Scrive lo storico Maurizio Blondet: “Benalla era affiliato al Grande Oriente di Francia, collegato alla Loggia Emir Abder Kader”, la massoneria egiziana, appunto.

Quanto a Macròn, il famoso economista Jacques Attali sostiene che il presidente francese “è un supermassone oligarchico di livello internazionale”. Circostanza confermata dal nostro economista Giorgio Sapelli (candidato premier del governo gialloverde per una notte) e dall’esperto di superlogge e autore di svariati libri sul tema, Gioele Magaldi.

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