SANITA’ IN CAMPANIA / APPALTI PER “SOMMA URGENZA” NEL MIRINO DELL’ANAC

Condividi questo articolo

Sanità in Campania sempre nell’occhio del ciclone. Dagli appalti facili nelle aziende ospedaliere alla gestione delle Asl fino al regime commissariale che continua a tempo indeterminato. Per non contare i continui episodi di malasanità nei principali presidi cittadini, dalle formiche alla monnezza.

Partiamo dagli appalti facili. E’ l’Anac guidata da Raffele Cantone a suonare l’allarme: sotto i riflettori, in particolare, commesse da 1 milione 600 mila euro deliberate regolarmente “per somma urgenza” quando quell’urgenza non esisteva e finite 7 volte su 10 sempre alla stessa impresa.

Le commesse, da Napoli a Capri (dove c’è il Capilupi), hanno riguardato soprattutto lavori di impermeabilizzazione.

Ecco alcuni stralci dal j’accuse dell’Autorità Anticorruzione. Si parla di “consistente ricorso alle procedure di somma urgenza”, procedure adottate “in modo non appropriato, risultando disattese, sotto diversi profili, le disposizioni che regolano la materia”. E ancora: di esecuzione lavori affidata “ad impresa priva di attestazione lavori che, se correttamente stimati, non avrebbero potuto esserle assegnati”.

Nel corso dell’istruttoria Anac sono poi saltati fuori “verbali di somma urgenza perfettamente identici”. Non basta, perchè sono stati regolarmente violati “i principi di rotazione, trasparenza e parità di trattamento (tra le imprese, ndr), svuotando di significato l’applicazione dei criteri, il cui scopo, invero, è quello di evitare il consolidarsi di rapporti solo con alcune imprese”.

Conclusa l’istruttoria, Cantone ha inviato carte e documenti alla Procura della Repubblica di Napoli e alla Corte dei Conti, affinchè siano valutati tutti gli aspetti penali e amministrativi a carico di chi si è reso responsabile di queste situazioni.

Vincenzo De Luca

Secondo il Governatore-Commissario alla sanità, Vincenzo De Luca, invece è tutto rose e fiori. Imitando perfettamente se stesso nella versione Crozza, sottolinea con ardore ai microfoni della solita emittente amica di Salerno Lira Tv: “C’è una campagna mediatica. Soprattutto televisiva, che tende a sminuire le eccellenze della sanità. Mesi di una campagna di aggressione a puntate, una prima sulle formiche all’Ospedale San Paolo, poi al San Giovanni Bosco. Tutto al solo scopo di ridurre la sanità campana alle dimensioni di una formica. Senza nemmeno domandarsi se dietro le formiche non ci sia una azienda o una società di pulizie che non vuole gare trasparenti”. Formidabile.

Ma affronta di petto anche la questione commissariale, il governatore: “Il problema non è se il commissario deve essere il governatore, ma mettere un punto al commissariamento perchè non abbiamo più motivi per esserlo”. Risolto allora il problema, De Luca lascia l’incarico e viene nominato un normale assessore? Dalle parole che seguono non si capisce. Ragiona De Luca: “Abbiamo un bilancio in attivo e un avanzamento che ha del miracoloso rispetto alle griglie Lea, i livelli essenziali di assistenza. Non c’è alcun motivo per il commissariamento, mentre assistiamo solo ad atti di politica politicante”.

Si riferisce di certo alla norma, voluta dai 5 Stelle, che non consente ad un presidente di Regione di essere al tempo stesso commissario alla Sanità.

Perchè allora il super governatore non ha colto la palla al balzo e dichiarato ai microfoni di Lira Tv che lascia l’incarico seduta stante e domani viene nominato l’assessore alla sanità?

Misteri della “politica politicante”.

Condividi questo articolo

Lascia un commento