VELE DI SECONDIGLIANO / FERMI AL PALO PER L’ABBATTIMENTO

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Ricordate le Vele di Napoli, un autentico mostro urbanistico ideato una trentina e passa d’anni fa al fine di creare un quartiere modello per il popolo napoletano?

Bene, man mano sono piombate giù all’inferno, trasformate in un lager-quartiere dormitorio dove la fanno da padrone i clan, gli spacciatori, una fauna di dereletti allo stato brado. Sono diventate, nel corso degli anni, il simbolo del più totale degrado sociale e urbanistico, un far west dove si fregano gli ascensori, le scale sono pericolanti, la sporcizia regna sovrana, la droga è un must.

Ovvio procedere al loro abbattimento. L’ex sindaco Antonio Bassolino una dozzina d’anni fa ne fece abbatere due. Ma dopo anni resta sul tappeto il problema delle altre. Si doveva ricomiciare con la Vela Verde, la prima che l’amministrazione arancione guidata da Luigi de Magistris avrebbe dovuto abbattere. Ma sotto la sua sindacatura, già un mandato più 2 anni e mezzo trascorsi, non si è mossa una foglia.

Ora il tema torna alla ribalta e la patata bollente è nelle mani del neo assessore alla politiche abitative, Monica Buonanno, nominata con il mini rimpasto di un mese fa.

C’è da risolvere il problema delle famiglie rimaste ad abitare. Per 47 sarebbe in via di soluzione, avendo ottenuto una nuova sistemazione. Ne restano 17, che sono ben decise a resistere se non trovano un’alternativa abitativa. Per cui tutto si è fermato.

Quindi si è fermata, anzi non è neanche cominciata la riqualificazione della Vela Celeste, l’unica che dovrebbe rimanere in piedi per ospitare gli abitanti delle altre Vele destinate all’abbattimento.

Per tutta l’opera di riqualificazione sono già stanziati e disponibili 27 milioni di euro, ma fino a che non viene abbattuta la Vela Verde resteranno ad ammuffire nei cassetti di palazzo San Giacomo.

Insomma, il mostro continua a vivere e le sue metastasi a moltiplicarsi.

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