LIGRESTI / LA MISTERIOSA EREDITA’ AFFIDATA A UN CURATORE

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Ma che fine avrà mai fatto il tesoro di casa Ligresti, il bottino soprattutto immobiliare nascosto in Svizzera dietro mille paraventi societari? Fino a ieri era un autentico mistero. Ma oggi c’è almeno una traccia.

Il Tribunale di Milano, infatti, ha “dichiarato giacente l’eredità del signor Salvatore Ligresti, deceduto a Segrate il 15 maggio 2018”, a 86 anni. L’annuncio è appena comparso sulla Gazzetta Ufficiale. La stessa fresca “eredità giacente” è stata subito affidata ad un curatore giudiziario, perchè nessuno degli eredi, fino ad oggi, l’ha “accettata”. Per timore di scoprire che oltre ad un grosso bottino c’è una ancor più grossa marea di debiti? O forse è meglio aspettare che si calmino le acque ancora tempestose intorno alla dinasty? Un mistero nel mistero.

Ma vediamo qualche dettaglio. Il presidente della quarte sezione del tribunale di Milano, Stefano Rosa, ha nominato l’avvocato Valentina Roberto in qualità di curatore, che avrà il pesante compito di “salvaguardare gli interessi dell’eredità, amministrarla, occupandosi di fare l’inventario, rispondere ad eventuali istanze proposte contro di essa e alla fine devolverla allo Stato se non viene accettata”.

Carlo Cimbri. Sopra, il tribunale di Milano

L’inventario è cominciato, e gli interessati avranno tempo 30 giorni, vale a dire fino al 22 dicembre per presentare al curatore i propri crediti. Un possibile cadeau di Natale, quindi.

Ma il punto interrogativo più grosso resta quello della holding svizzera, la cassaforte di casa Ligresti, ben protetta da una fiduciaria: uno scrigno, dunque, molto difficile da aprire. Più in particolare, la fiduciaria si chiama Defendant – già il nome è tutto un programma – e a sua volta fa capo ad un’altra sigla elvetica, la Atlantide Consulting con sede a Lugano, amministrata da tale Mark Di Raimondo.

In questo arcipelago fa capolino anche la società Pegasus, alla quale fino a quattro anni fa erano intestati ben 32 immobili nel quartiere milanese di San Siro, per un valore di almeno 15 milioni di euro. Tra quegli immobili vi sono anche le lussuose maison di famiglia. L’amministratore di questo ben di Dio, stavolta, si chiama Stefano Conticello, da sempre l’uomo di fiducia di don Salvatore Ligresti.

Primattore nel settore immobiliare ma soprattutto assicurativo, Ligresti. Che ha venduto uno dei gioielli di polizze & premi, la Fondiaria-Sai, al gruppo Unipol capeggiato da Carlo Cimbri.

Una vendita subito chiacchierata e finita ben presto sotto i riflettori della magistratura, sia milanese che torinese, con pesanti ipotesi accusatorie. Sarebbero state effettuate strane operazioni per alterare la quotazione del titolo in borsa, come documenta un ponderosa perizia (durata ben due anni) ordinata dal pm di Torino Marco Gianoglio. Che ha già dichiarato la “chiusura indagini” e prima di Natale dovrebbe chiedere al gip il rinvio a giudizio per Cimbri.

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