ROGHI TOSSICI IN LOMBARDIA / LA “SANTA ALLEANZA”  CAMORRA – ‘NDRANGHETA

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Roghi tossici quotidiani in Campania e roghi anche in Lombardia (una ventina negli ultimi tempi). Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano esiste una “regia comune”, impostata su un accordo tra camorra e ‘ndrangheta.

“Abbiamo sentore che in alcuni degli ultimi roghi – sostiene Alessandra Dolci, coordinatrice della Dda milanese – ci possa essere stata una ‘Santa alleanza‘ tra esponenti del crimine organizzato calabrese ed esponenti del crimine organizzato campano. Parte di questi rifiuti, infatti, proviene sicuramente dalla Campania”. E aggiunge: “Non possiamo dare un’unica chiave di lettura, ma è possibile che per alcuni di questi casi vi possa essere un’unica regia’”.

Sostiene ancora Dolci: “Di certo, c’è un problema di surplus. I cittadini fanno la raccolta differenziata, ma non c’è un’adeguata domanda per riciclare parte di questi rifiuti. Il risultato è lo stoccaggio di tonnellate e tonnellate di materiali, di cui poi imprenditori borderline pensano di disfarsi bruciandoli”.

La Dda, inoltre, registra una versa e propria ‘corsa’ all’affitto di capannoni inutilizzati, anche in conseguenza della crisi economica, e disponibili a poco prezzo, per un’attività che si può avviare mediante una semplice dichiarazione. “In diversi casi – racconta Dolci – siamo riusciti a sequestrarli per tempo, ma ci è anche capitato che i sindaci competenti ci scrivessero per chiedere che la Procura della repubblica smaltisse i rifiuti”. Figurarsi.

Non è certo la prima volta che camorra e ‘ndrangheta tessono accordi & intese. Cominciò a succedere addirittura ai tempi della NCO di Raffaele Cutolo, che aveva buoni rapporti con alcuni boss calabresi: in un paio di rapimenti avvenuti a Napoli, infatti, pare ci fosse una ‘regia comune’.

Storico, poi, l’accordo per suddividersi lotti e cantieri lungo tutta la Salerno-Reggio Calabria: un’intesa non difficile, del resto, quelli in territorio campano sotto il controllo dei clan di camorra, quelli in territorio calabrese sotto la supervisione delle ‘ndrine.

 

Nella foto il magistrato Alessandra Dolci

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