Habemus un presidente “quasi, quasi, quasi”

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La satira di la Repubblica applicata al gialloverde: Conte? Il “quasi quasi”. Quasi presidente, quasi giurista, quasi leader. Toninelli? Il tunnel del Brennero che non esiste, il pranzo sul ponte del post Morandi, i selfie con sorriso Durbans in piena tragedia del crollo di Genova. Bussetti (questa è nostra), a quando l’obbligo di recitare il rosario in tutte le scuole d’Italia? La Lezzi, ministra per il sud: ha tifato per l’informazione a 370 gradi. L’Incompiuto Di Maio (questo attributo è mio): Matera dov’è? Boh. E il Venezuela in quale continente? Boh. Chi è il presidente cinese? “Ping”. “Se io sarei…ho sempre detto che noi volessimo fare…, impingement, anziché impeachment. Fontana (questa è mia): “Le coppie di fatto non esistono”. Centinaio, ministro ridens (l’attributo è mio). Dice terrone di m…a e ride, per le sue amicizie fasciste ride. Giorgetti, ovvero il badante di Conte. Casalino, gaffeur (questo ’attributo è mio) direttore della Pravda gialloverde. Dulcis in fundo il “Ce l’aveva duro” (definizione mia) Salvini, Duce o Truce, nessuna differenza, gabbamondo, arruffapopolo.

Chiaro il perché dell’odio governativo per il quotidiano fondato da Scalfari?

Del drappello degli impreparati a 5Stelle, che annovera gaffeur come Toninelli, Fontana, Boselli, c’è anche la sottosegretaria del ministero Economia e Finanze Luisa Castelli, insolente nei riguardi di un economista vero qual è Padoan. Incalzata da Lilli Gruber, ha farfugliato una vaga risposta sul numero degli aventi diritto al reddito di cittadinanza e ha rivelato che sarebbero in stampa le tessere, affermazione a conferma della precedente del vice premier pentastellato. Gruber: “Ma quante tessere?” “Forse cinque milioni e mezzo”. Di qui l’interrogazione parlamentare: “Se non c’è una norma che autorizza la spesa come è stato possibile stampare le tessere? E se la tipografia non è l’Istituto Poligrafico dello Stato, (Di Maio avrebbe parlato di affidamento alle Poste Italiane) a chi è stata affidata la stampa e a quali costi? E se queste tessere, che evidentemente non possono essere al portatore, ma nominative, sono già in stampa, forse il governo conosce già nome e cognome dei beneficiari del reddito di cittadinanza?”

Il movimento dei grullini perde pezzi. Il presidente del Codacons Rienzi denuncia “Ha tradito le aspettative, divorzio da M5S”. Il consiglio dei ministri, ecco la motivazione, si è detto contrario all’emendamento che esonera le Onlus dal pagamento del contributo richiesto per azioni legali a favore della collettività e così priva gli italiani della possibilità di difendere i propri diritti. “Se questo è il cambiamento promesso, ne facciamo a meno”.

Polizia municipale nello stabile del padre di Di Maio, non solo lavoratori dipendenti in nero. Il sopralluogo in un fondo a Mariglianella dei Di Maio ha accertato l’esistenza di quattro manufatti realizzati senza autorizzazione, cioè abusivi. Sequestrati nell’area rifiuti inerti. Gli atti relativi dovrebbero essere inviati alla Procura di Nola. La famiglia del vice premier pentastellato si dice “sotto attacco” e il padre, per evitare grane politiche al figlio, dichiara “E’ solo colpa mia”. Un altro dettaglio sul passato del vice premier pomiglianese: il Fatto Quotidiano rivela che ha lavorato in nero come cameriere in una pizzeria di Pomigliano d’Arco.

“Se ti incontro per strada ti ammazzo”. Minacce di morte ricevute da Filippo Roma, il giornalista delle Iene che si occupa del caso Di Maio. Commenta il programma: “E’ qualcuno abituato all’idea di zittire in qualsiasi modo chi fa il suo lavoro di dare notizie e informazione? Il clima è grave, c’è troppa gente che vuole far tacere chi fa il proprio lavoro di raccontare notizie”.

Denuncia Gennaro Esposito (nome di comodo per ragioni di privacy): “Sono buddista, ho due figli al liceo che condividono la mia scelta religiosa e non si sentono rappresentati dal crocifisso, né dal presepe, che il ministro Bussetti teorizza debbano essere presenti in tutte le scuole italiane. Esposito: “Decisione analoga dovrebbe valere per chi nelle classi della scuola italiana crede in altre religioni e avrebbe uguale diritto di vederla rappresentata. Sulla questione interviene il sindacato: “La laicità è il principio cardine della scuola statale del nostro Paese, le nostre istituzioni scolastiche trovano, nella costituzione, la legittimazione piena della loro funzione, la garanzia della loro autonomia e indipendenza”. Applaudono all’iniziativa di Bussetti Forza Italia e la Lega, titolare con Salvini di ripetute strizzate d’occhio, non proprio gradite, alla Chiesa.

Airbus di Stato, ovvero truffa in danno dei contribuenti da parte di Di Maio e Toninelli con la complicità dei commissari Alitalia. Dopo la sceneggiata nell’hangar di Fiumicino, dove l’aereo è parcheggiato, si scopre che il jumbo jet se ne sta ancora lì, mentre gli italiani pagano per tenerlo inutilizzato e ministri viaggiano in business class su voli di linea, a spese degli italiani. Il Giornale denuncia che c’è un grave confitto di interessi dei commissari Alitalia. Avallerebbero le scelte del governo con lo scopo di favorire le intenzioni propagandistiche dei 5Stelle e rinunciano a 28 milioni di euro, introito sull’Airbus fino al 2024, ammanco da coprire con soldi pubblici da utilizzare per servizi ai passeggeri, dirottati invece per la propaganda del Movimento 5Stelle. In poche parole, invece di utilizzare il velivolo per viaggi istituzionali, visite di sistema, voli sanitari e di servizio, i 5 Stelle hanno tenuto fermo l’Airbus a sostegno della campagna diffamatoria contro il governo che li ha preceduti.

Politologi e chiromanti sostengono che la fretta del governo gialloverde nell’approvare le poche leggi presentate in parlamento, confermata dal ripetuto e improprio ricorso al voto di fiducia, sia indotta dalla consapevolezza che durerà poco. Chissà che i santi protettori della democrazia non collaborino all’avverarsi di questa salvifica.

In poche righe: inchiesta dei carabinieri e 23 indagati per una presunta associazione a delinquere che operava per la ricettazione e il commercio di opere d’arte contraffatte. Due agli arresti domiciliari, tra gli indagati anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi. La vicenda ruota attorno alla fondazione Archivio Gino De Dominicis di Roma, presieduta appunto da Vittorio Sgarbi. Sequestrate 250 opere contraffatte del celebre artista marchigiano Gino De Dominicis e di altri maestri dell’arte contemporanea.

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