ASL NAPOLI 1 / INDAGATO ANCHE L’EX GENERALE CC MAURIZIO SCOPPA

Condividi questo articolo

Vertici dell’Asl numero 1 di Napoli e fornitori del fresco Ospedale del Mare sotto inchiesta per la vendita di apparecchiature mediche. Le fiamme gialle hanno scoperchiato un vaso di pandora, portando alla luce gli accordi sottobanco tra un dirigente apicale dell’Asl, Loredana Di Vico, e l’amante-imprenditore iperfacilitato nella vendita all’Ospedale del Mare per milioni di euro. Facile come bere un bicchier d’acqua, un sistema ben oleato. Alla faccia delle casse statali, costrette a pagare regolarmente il triplo ogni tipo di fornitura.

Nel mirino della maxi inchiesta è finito anche il commissario dell’Asl per il biennio 2011-2012 (al centro delle indagini), ossia l’ex generale dei carabinieri Maurizio Scoppa. Al quale è stato appena notificata dalla Procura di Napoli (come agli altri imputati) la “chiusura indagini”, ritualmente anticamera della richiesta di rinvio a giudizio. “Non poteva non sapere”, motivano gli inquirenti.

Una figura controversa, quella di Scoppa, che congedatosi dall’arma ha ricoperto diversi incarichi di rilievo negli enti pubblici, proprio per garantire legalità & trasparenza. Controversa per via dei legami familiari: suo fratello, infatti, è Gianfranco Scoppa, titolare del centro privato “Actis” di Marano, consuocero del boss Nuvoletta dopo le nozze dei rispettivi figli, avvenute qualche anno fa. Posizione decisamente imbarazzante per la famiglia Scoppa ed in particolare per lo zio, un alto vertice dell’Arma.

Fornito di attrezzature all’avanguardia, soprattutto negli anni ’90 il centro Actis ha visto affluire tanti pazienti dirottati dal Cardarelli e da altri nosocomi partenopei, per evitare le lungaggini pubbliche e perchè – incredibilemente – per anni il Cardarelli non era dotato neanche di una Tac, per non parlare della  risonanza magnetica.

 

Condividi questo articolo

Lascia un commento