CITTA’ DELLA SCIENZA / A 5 ANNI DAL ROGO NESSUN COLPEVOLE

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4 marzo 2013, oltre 5 anni e mezzo fa. Un colossale incendio manda in fumo gran parte del patrimonio di “Città della Scienza”, il parco scientifico nato oltre trent’anni fa per volontà del fisico Vittorio Silvestrini. Una delle poche “perle” culturali di Napoli, finalizzato soprattutto alla divulgazione scientifica, un po’ sul modello degli “Science Center” esteri. 

Adesso la Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza di primo grado, che aveva appioppato una condanna di 6 anni ad un custode della struttura. Il quale ora è stato prosciolto, invece, “per non aver commesso il fatto”. 

Quindi punto e a capo. Il piromane (o più probabilmente i piromani) rimane avvolto nel mistero. Come resta un mistero il motivo per il quale investigatori e magistrati hanno subito seguito quella pista senza percorrerne altre, ben più consistenti: come quelle della camorra. 

Racconta un avvocato partenopeo: “La zona è controllata dai clan, per gli enormi interessi che vi sono su quei terreni, che prima o poi dovrano essere bonificati e quindi varranno il triplo. Per questo ci sono interessi dei mattonari, degli speculatori. In questo contesto la camorra può essere la manovalanza per intimidire chi deve essere intimidito. Difficile possa agire da sola senza una regia più ampia. Come mai non si è andati a fondo in questa direzione? Come anche la pista del racket, sempre in mano alla malavita organizzata. Sta di fatto che dopo 5 anni e passa siamo con il cerino in mano. E’ l’emblema del fallimento della giustizia nel nostro Paese”. 

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