L’attrazione fatale del potere

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La subordinazione al potere non ha limiti conosciuti. Chi la vocazione per appropriarsi anche di una virgola della parola che disegna alla perfezione il trend del pianeta in questo terzo millennio, non si fa scrupolo di mettere in un canto l’etica personale, la vergogna di agire trasversalmente alla legittimità, l’onestà intellettuale, il rispetto di sé.

Di che meravigliarsi se il piglio dittatoriale del Viminale nel reprimere il sentimento di accoglienza degli italiani trova sponde fertili in comprimari che giudicano conveniente assecondare i portacolori del respingimento, dell’espulsione, della xenofobia. Di che meravigliarsi se la ghigliottina di una giustizia giustizionalista scova nei codici cavilli per stroncare la perfezione del sistema accoglienza di Riace, modello da esportare e non solo in Italia? E allora manette per Mimmo Lucano, il sindaco del paese non più famoso solo per i Bronzi, ma da prime pagine dei media italiani e del mondo. Da chi è ispirata la repressione di un’esperienza da Nobel? Per capirlo basta andare in emeroteca, a rileggere i commenti, le manifestazioni di convinta condivisione dell’operazione demolitrice del mito Riace.

Di che meravigliarsi se la Procura di Catania ordina il sequestro della nave Aquarius, di Medici Senza Frontiere, che ha strappato al cimitero del Mediterraneo migliaia di vite? Il pretesto, che guida il blitz ordinato dal magistratura, si fonda sul presupposto discriminatorio che chi è fuggito da persecuzioni, torture, guerre sanguinose e fame sia un untore di malattie contagiose e dunque che non sia lecito sbarazzarsi normalmente dei loro abiti logori dopo il calvario di viaggi drammatici. Il contenuto dell’accusa è da film dell’horror: “Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti”. La “giustizia” aveva già provato a colpire le organizzazioni non governative, ma dopo due anni di indagini ha dovuto ammettere che non c’è traccia di contatti con i trafficanti di uomini. Medici Senza Frontiere definisce l’iniziativa della procura un attacco strumentale. Non può essere più esplicito e indicare nel ministero dell’Interno la sollecitazione a spazzare via uno dei più efficaci strumenti di salvezza di chi attraversa il Mediterraneo su gommoni, malandate carrette del mare ed è parte della tragedia di migliaia di migranti mai arrivati a destinazione. Significativo il commento di Salvini. Dichiara di aver fatto bene a bloccare le navi delle Ong perché avrebbe fermato il traffico di migranti e dei rifiuti. Insorge il partito democratico e accusa la Procura di Catania, per aver definito le Ong un pericolo per il Paese.

Si possono pronosticare le prossime mosse: incriminazione delle famiglie che adottano bambini con la pelle di colore diverso dal bianco, divieto e pene severe per le fabbriche che assumono migranti, perché gli italiani preferiscono lavori meno usuranti, gabinetti pubblici differenziati per bianchi e neri, sterilizzazioni in massa di emigranti maschi e femmine in età riproduttiva, multe salate per chi si sottopone massivamente a lampade abbronzanti e finisce per somigliare ad africani del nord.

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