GEORGE SOROS / LA SUA “OPEN” A BERLINO, L’UNIVERSITA’ A VIENNA

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Praticamente sloggiato da Budapest, il magnate umanitario Mangia-Paesi George Soros trova un’accoglienza calorosissima a Vienna, dove il super sovranista e filo fascista rampante presidente Sebastian Kurz lo abbraccia festoso. Come dire, da un sovranista che lo detesta, il capo dello stato ungherese Vicktor Orban, ad un altro che lo venera. Che ne dirà, di tutta la sceneggiata, il nostro ministro degli Interni e vicepremier Matteo Salvini, “amico” di entrambi i capi di Stato ultraconservatori? Vedremo.

Intanto le truppe di Soros stanno facendo armi e bagagli per trasferire il primo, basilare nucleo della Central European University di Budapest in quel di Vienna. I dettagli del primo trasferimento e il progetto per il successivo trasloco sono stati discussi in modo riservato tra il figlio di Soros, Alexander, e il ministro dell’Istruzione del governo austriaco, Heinz Fussmann. 

Un ateneo creato dal magnate nel 1991 che “forma” 1.500 studenti, distribuiti in 13 dipartimenti tra master e dottorati. La regia, ovviamente, fa capo alla corazzata made in Soros, la potentissima “Open Society Foundation”, nel cui “international board” fa capolino la presenza della nostra Emma Bonino, commissario Ue a fine anni ’90. 

La stessa Open pochi mesi fa, per la precisione a maggio, ha trasferito il suo quartier generale da Budapest a Berlino. 

Controlla decine di sigle, Open Foundation, si interessa soprattutto di questioni relative alla “globalizzazione”, e finanzia a mani basse le Ong, non solo quelle da essa stessa partorite, ma anche altre. E’ da qui che arriva lo “stop” da parte dei governi sovranisti, che vedono nelle iniziative di Soros niente altro che l’intenzione di sommergere – e affondare – l’Europa a botte di migranti. 

Ma sono ben altre le responsabilità del magnate. Puntare alla distruzione economica e soprattutto finanziaria dei paesi più deboli, per poterne poi fare un solo boccone. Tentò un quarto di secolo fa addirittura con l’Inghilterra, e costrinse anche l’Italia a una manovra lacrime e sangue varata dal governo Amato. Ci sta provando da un paio d’anni con la Macedonia, in fibrillazione continua. 

Sta alla finestra per l’Italia, in vista di qualche spezzatino e/o la vendita dei gioielli di casa: come mai nessuno ha spiegato il perchè, circa un anno e mezzo fa, dell’incontro tra Soros e l’allora premier Paolo Gentiloni a palazzo Chigi?

 

Nella foto George Soros con Emma Bonino

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