Masochismo all’italiana. Bruciamo miliardi senza battere ciglio

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All’italiano che tira a campare, quanto accade nel mondo di finanza ed economia sembra scivolargli addosso, salvo a piangere lacrime di coccodrillo se si ritrova più povero, costretto ad attingere ai risparmi, a stringere la cinghia. Sarebbe lecito aspettarsi che si chieda a chi addebitare i rischi del salto nel buio di una nuova crisi, ma non succede e le stime dei sondaggisti lo evidenziano con i grafici del consenso ai partiti. Meglio il Carroccio, ma il grullismo tiene.

Esiste un termometro di precisione per capire dove stiamo andando. Misura lo stato febbrile del Paese con due essenziali parametri. Se lo spread si stabilizza sui 300 punti base o oltre, giorno dopo giorno bruciamo miliardi delle nostre risorse e il deficit aumenta. Se gli investitori si affrettano a vendere i nostri buoni del tesoro (65 miliardi in pochi mesi, 82 se si sommano azioni e obbligazioni) e gli italiani contemporaneamente comprano titoli all’estero, spostano somme consistenti dai conti correnti delle nostre banche a istituti oltralpe, prima poi l’Italia entrerà in sofferenza e caricherà l’onere del danno sui cittadini e le imprese, con aggravi fiscali, tassi più alti dei mutui, maggiore costo del denaro chiesto in prestito. Catastrofismo? La Banca d’Italia ammonisce il governo “l’economia è a rischio”, l’Europa non fa mistero del pericolo di contaminazione implicito nella manovra finanziaria, che è bocciata dalle agenzie di rating e dai partner della Comunità. In risposta a questa incalzante fibrillazione l’“Incompiuto Di Maio, il Ce l’aveva duro Salvini e la loro corte dei miracoli rispondono alle preoccupazioni generali con provocatori “Tiriamo dritto”, “Ce ne freghiamo”. Il probabile esito di tanta spocchiosa supponenza, nasconde due ipotesi, altrettanto allarmanti: l’intenzione latente di una disastrosa Italexit e la ferale incompetenza gialloverde. Per gli italiani in sonno l’una e l’altra supposizione dovrebbero spingere a stroncare sul nascere la perversa inconcludenza di chi ci sta s-governando. Non è così.

Gli irresponsabili dell’improprio sodalizio Lega-5Stelle tentano di mascherare i disastri in danno del Paese con forme di autocelebrazione mistificanti: emblematiche le immagini notturne dei grullini stipati nel balcone di palazzo Chigi con le braccia al cielo e urla da stadio, l’euforia di Salvini per l’approvazione del decreti sicurezza che anche il Consiglio Superiore della Magistratura contesta per incostituzionalità, o, peggio del peggio, la stolta manifestazione di giubilo, a pugno chiuso, del gaffeur Toninelli, dopo il sì del Parlamento al decreto Genova, che evoca la tragedia di tanti morti e sfollati. Il gesto al termine di una seduta tumultuosa, durante la quale il ministro in questione è stato a capo chino sullo smartphone per l’intera durata, estraneo al dibattito. Accanto a,ui applaude laministro dell’istruzione Lezzi, quella del “Via alla scienza a 370 gradi “

Donne, siate caute. Gonne larghe e lunghe fino alle caviglie, camicie abbottonate fino al collo, pullover abbondanti a nascondere le forme; soprattutto biancheria intima decente, ovvero mutandoni e reggiseni coprenti. E un corollario importante: acqua e sapone, niente fard, rimmel e rossetti sgargianti. Ecco i consigli del maschilismo per evitare il rischio di molestie sessuali, di stupri. A dettarli al mondo femminile sono i figuri che alle donne violentate, specialmente se giovanissime, chiedono con tono insinuante “Dì la verità, ti è piaciuto eh, dì che ci stavi”. E non è il peggio. E’ successo in Irlanda che lo stupratore di una ragazza di 17anni è stato assolto grazie alla seguente arringa del suo avvocato difensore: “Secondo voi quella ragazzina non era disposta ad avere rapporti sessuali quella sera? Dovete vedere com’era vestita, aveva un tanga di pizzo”. In giuria otto uomini, di che meravigliarsi, ma anche quattro donne. Il Paese è insorto contro l’incredibile sentenza, ma quanto è successo è uno scandalo confinato in Irlanda?

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