Il vino rosso fa salute, ma se trincarne costa trentamila euro?

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I fanatici del calcio e di un mito qual è Cristiano Ronaldo, saranno indispettiti dalle riflessioni qui di seguito.

Il The Sun, quotidiano tabloid pubblicato nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda, è il secondo giornale in lingua inglese più venduto nel mondo con circa tre milioni di copie (e letto da circa 8 milioni di persone). Il Sun non ha fama pari al successo di vendite, a causa del suo stile sensazionalista, ma non è nuovo a scoop in esclusiva. Questo per esempio, sullo scialacquatore di patrimonio ultramilionario del famoso Ronaldo. Che il Sun sia stato informato da una talpa è verosimile, considerata la precisione dei dettagli che raccontano di una sua cena nel superstellato ristorante Scott’s, dove il calciatore juventino ha ordinato una bottiglia di Richebourg Grand Cru (ventimila euro) e una di Pomel Petrus del 1982 (undicimila euro), una delle due lasciata a metà. Uno come Ronaldo non dorme ovunque e infatti ha alloggiato al Bulgari Hotel, in una suite da diecimila euro. I fan dell’asso bianconero obietteranno che i soldi sono i suoi e li spende come gli pare. Giustificazione ineccepibile, non fosse che quarantamila euro equivalgono a due anni e mezzo del salario di un operaio italiano, di quelli che si svenano per andare allo Juventus Stadium ad applaudirlo e nello zainetto hanno messo un panino con i broccoli preparati dalla moglie per cena e una lattina di gassosa. L’episodio è uno dei più convincenti esempi della dicotomia ricchezza-povertà che pervade il mondo dell’ingiustizia.

Mai fidarsi dei veleni che armano le opposte fazioni dei partiti. Sono spesso bufale, gratuite malignità, falsi, accuse senza fondamento, morsi di vipere, sciacallate.

Un inverno fa, in vista delle elezioni, il comico genovese con toni da giustiziere attaccò Renzi, sostenendo che avrebbe obbligato i commercianti a usare sacchetti biodegradabili per gli alimenti freschi: “Scandalo”, a produrli, denunciò Grillo, è l’imprenditrice Catia Bastioli, rea di aver partecipato a un evento della Leopolda. Alle accuse del comico grullino si associò il Movimento 5Stelle. Di questi giorni è la rivincita di Renzi. Informa che il fondatore dei pentastellati si è recato in questi in visita all’azienda della Bastioli, prima al mondo per la produzione industriale di bio utilizzando materie prime rinnovabili.

L’età ad alcuni tira brutti scherzi e il comico genovese deve patire problemi di memoria, tanto da dimenticare le accuse a Renzi. Sul blog, voce ufficiale del Movimento, pubblica una nota per descrivere la qualità dell’esperimento dellae “Mater-Biotech”, eccellenza Italia che “deve essere valorizzata e conosciuta da tutti, perché il rispetto per l’ambiente e il futuro dei nostri figli deve essere sempre al primo posto”. Renzi commenta. Se fossero civili i Cinque Stelle oggi si scuserebbero con Catia, con me e con tutti gli italiani. “Quell’azienda non era l’azienda di una mia amica, è appunto un’eccellenza italiana”.

Cose di casa gialloverde. La senatrice Pucciarelli, prende il posto di Luigi Manconi, del Pd, sostenitore di numerose battaglie per i diritti civili, per la verità su Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Giulio Regeni, lo ius soli, l’introduzione di una legge contro la tortura. La Pucciarelli, leghista sostenuta dai 5Stelle, è stata eletta presidente della Commissione diritti umani del Senato. Ma chi è? E’ la stessa che ha tifato per le ruspe nei campi Rom. Sua la dichiarazione: “Finalmente nel campo rom di via Gragnola, a Castelnuovo Magra, sono ritornate le ruspe”. E nessuno dimentica che nel 2017 la senatrice fu violentemente contestata per un “mi piace” espresso al commento sui social che richiamava l’uso dei forni per i migranti. Per questo è stata querelata. Surreali gli auguri di buon lavoro dei colleghi leghisti. Si dicono sicuri che svolgerà il mandato con imparzialità, rispetto istituzionale e attenzione per la convivenza civile nelle moderne democrazie”. E’gradita l’opinione di Fico, presidente del Senato.

Si può liberamente tifare perchè il Vesuvio esploda e seppellisca Napoli come fece per Pompei e dintorni. E’ questo il senso dell’assoluzione della leghista, ex consigliera provinciale di Monza Donatella Galli. Nel 2012 su Facebook scrisse “Forza Etna, forza Vesuvio”, augurio di catastrofe per il sud del Paese. Fu condannata in primo grado a 20 giorni di carcere. A poco, a molto? Difficile e inutile analisi. La Corte d’Appello di Milano l’ha assolta con la formula “il fatto non sussiste”. Ma come non sussiste, la minaccia l’hanno letta in tanti, dunque sussiste e la tizia del Carroccio era giustamente stata accusata di manifestare idee fondate sulla discriminazione razziale ed etnica.

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