ROBERTO FIORE / I VIAGGI IN SIRIA E IN LIBANO, AMBASCIATORE DELL’ULTRADESTRA

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Un Fiore per Assad. E’ fresco di missione in Siria il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, dove ha capeggiato una delegazione dei deputati europei di Alliance for Peace and Freedom, un coordinamento di partiti della destra estrema di cui il Fiore è presidente.

Ha avuto una serie di incontri con le autorità siriane, il numero uno di Forza Nuova, e cioè i ministri degli Esteri, del Turismo, dei Trasporti e degli Espatriati. Una sorta di nostro titolare della Farnesina ombra.

Gli interlocutori hanno parlato di tanti progetti e soprattutto del gemellaggio – secondo loro da attuare al più presto – tra Milano e Aleppo. All’idea, in particolare, sta lavorando una grande amica di Fiore, ossia Roberta Perrone, militante di Forza Nuova che si è presentata con i simboli della Lega alle ultime amministrative a Milano ed è stata eletta in consiglio comunale come rappresentante della quinta municipalità. Dopo il voto, è tornata ad indossare la casacca nera di Fiore & C.

Ma torniamo al tour di Fiore, che sulla via del ritorno ha fatto sosta anche in Libano, ricevuto addirittura dal presidente Michel Aoun e dal ministro della Difesa.

Scrive l’Espresso: “Corsi e ricorsi storici. Non è un segreto che il Libano a partire dagli anni ’70 sia stato meta di molti personaggi dell’estrema destra italiana. Luogo sicuro e centro di addestramento per militanti pronti alla lotta armata”.

Fiore, dal canto suo, ha sempre negato le sue gite in Libano. Lo sappiamo bene noi della Voce che, a metà anni ’90, quindi una ventina d’anni fa, realizzammo un ampio reportage sulle spericolate imprese della nascente Forza Nuova di Roberto Fiore, il quale, condannato in via definitiva a 9 anni di galera per tentata strage, preferì trascorrerli facendo affari miliardari in Inghilterra, da latitante ma sotto la protezione dei servizi segreti di Sua Maestà britannica.

Immobili, soggiorni per studenti, e tanto altro fra i business inglesi di Fiore & C. In quel reportage dettagliammo, sigla per sigla, quegli affari: scrivemmo del mistero dalla “cassa” sparita di Terza Posizione e dei voli in Libano per frequentare quei campi di addestramento.

Fiore ci querelò, e nel primo grado del processo che si tenne a Napoli fummo condannati.

Perchè? Il giudice interrogò Fiore sui viaggi in Libano e lui, candido come un giglio, rispose di no, non c’era mai andato. La Voce, invece, aveva riportato quanto aveva scritto il Guardian – non l’ultimo dei quotidiani britannici – che dava notizie degli spostamenti di Fiore in Libano. Il giudice del tribunale di Napoli ritenne quella fonte (il Guardian) non autorevole e dette credito alla versione di Fiore.

Ai confini della realtà.

Alla condanna in primo grado, però, è seguita la nostra vittoria in Appello.

Oggi, invece, Fiore viaggia senza nascondersi, libero come un fringuello, tra Italia, Libano, Siria eccetera. Una sorta di ambasciatore della destra nazi in Italia verso i paesi mediorientali in perenne fibrillazione?

O cosa altro bolle nel pentolone dei camerati di Forza Nuova, anche in vista delle prossime europee?

 

Nella foto Roberto Fiore

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