FINCOSIT / E’ IN CONCORDATO, MA VENDE DUE CONTROLLATE 

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Un altro big del mattone finisce in concordato: stavolta “in bianco”. L’ennesima storia di grosse imprese in forte crisi di liquidità che sull’orlo del crac decidono di imboccare la strada del concordato. E’ successo di recente con Astaldi e Condotte, ora è la volta di Grandi Lavori Fincosit, la quale ha presentato i documenti al tribunale civile di Roma che ha deciso per il “concordato in bianco”.

Nonostante i grossi fatturati, una media di 350 milioni annui e un grosso portafoglio lavori, Fincosit negli ultimi anni è rimasta impigliata in non poche grane giudiziarie da novanta: a cominciare dall’inchiesta per il Mose di Venezia, che ha portato all’arresto del suo amministratore delegato, il cui posto è stato preso dal salvatore di tutte le patrie, Vito Gamberale, che stavolta, di tutta evidenza, ha fallito la sua mission.

E poi la brutta e interminabile storia del super tram che dall’aeroporto porta fino al cuore di Firenze: prima i lavori finiscono – quando Matteo Renzi è sindaco della città – alla napoletana Impresa spa, che fa capo a un gruppo di mattonari partenopei e romani e alla famiglia Greco, capeggiata da Vincenzo Maria, il faccendiere e uomo ovunque di ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino. Fallisce Impresa, i lavori si bloccano, subentra Fincosit e le promesse di terminare i lavori slittano di anno in anno, dal 2017, al 2018 al 2019…

Ha comunque in questi mesi trovato il tempo di portare avanti alcune trattative, Fincosit, per cedere due importanti società controllate al tandem che ormai detta legge nel campo delle costruzioni, il duo Salini-Impregilo. Si tratta di Seli Overseas, che si occupa di infrastrutture in galleria, e di GLF Construction, che ha sede in Florida. Le due sigle ormai ex Fincosit portano in dote lavori, rispettivamente, per un valore di 600 e 200 milioni di euro.

Fincosit, a questo punto, può ancora continuare nella sua attività anche se in modo praticamente dimezzato, grazie all’ossigeno dei 20 milioni sborsati da Salini-Impregilo. Ma dovrà rinegoziare il debito con gli istituti di credito con i quali è fortemente indebitata, un banco di prova non facile da superare. Poi ci sono i riflettori del tribunale di Roma a monitorare gli sviluppi della complessa vicenda.

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