Giuro di dire tutta la verità, nient’altro che la verità

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Nella Banana Repubblic, (leggi Italia) si propone un’innovazione istituzionale. Allorquando un ministro, o comunque un eletto del popolo esterni il proposito di fare qualcosa, che sia obbligato a giurare sulla Bibbia, se credenti, o sulla testa di mogli, figli, madri e padri, talché, se si dimostra che ha detto il falso, sia condannato come succede a chi mente in tribunale.

E’ vero, se adottata, questa prassi richiederebbe investimenti ingenti per nuove carceri in grado di accogliere un mucchio di condannati per falso. La riflessione è motivata da un exploit delle Iene, che qualche anno fa ottennero dall’“Incompiuto” Di Maio la solenne promessa di prendere la tessera del Pd se avesse firmato il condono per gli abusi edilizi di Ischia. E’ successo e le Iene sono passate all’incasso, ma il grullino non ha mantenuto la promessa, spinto a negare il patto a difesa dell’interesse a favorire gli abusivisti ischitani, tra gli elettori della sua circoscrizione.

La madre degli imbecilli, recita un detto popolare, è sempre incinta e lo è la madre dei razzisti, che ha partorito uno dei tanti idioti xenofobi in circolazione da nord a sud dello Stivale. Uno di loro, passeggero della Circumvesuviana, ha insultato un ragazzo pakistano e si è illuso di farla franca. Una donna ha difeso il giovane insolentito e ha risposto alle minacce del razzista: “Vergognati, preferisco che nella mia Italia ci sia lui e non te”. Sia chiaro, nobile gesto, eppure la signora non è un’eroina. E’ semplicemente la nobile espressione del Paese dell’accoglienza e del rispetto per tutta l’umanità.

Che tenerezza, il “Ce l’aveva duro” Salvini che sgrana il rosario e tiene tra le braccia la statuetta della Madonna di Medjugorie…Santo subito? L’opinione della Chiesa smentisce questa mistica ipotesi. I vescovi scendono in campo con un partito che potrebbe comparire nelle prossime schede elettorali. I vescovi scendono in campo per un partito antiSalvini? Sembrano intenzionati a fare il grande passo, con la nascita di un movimento da affiancare alle sigle dei partiti italiani. Monsignor Perego: “Serve un progetto politico alternativo che parta dai sei milioni di persone che in Italia operano nel mondo del volontariato, soprattutto sul tema dell’immigrazione”. La riedizione della Dc? Più o meno. I più impegnati politicamente sono i preti “di strada” come Alex Zanotelli, il comboniano del “digiuno a staffetta”, clamorosa protesta contro il disastro del governo gialloverde. Ritorno al protagonismo politici dei cattolici? E’ un’ipotesi, ma se partisse dalla Chiesa di Zanotelli, sarebbe molto più a sinistra della Dc.

Non è un gran momento per il ministro dell’Interno, alle prese con i “me ne frego” a tutto spiano in risposta alle ramanzine della Ue e in quotidiana rissa con i 5Sstelle. Chissà che gli italiani non rinsaviscano e lo mandino a quel paese come ha fatto Elisa Isoardi, che lo ha licenziato senza nemmeno dargli i rituali otto giorni. La ex di Salvini ‘Ce l’aveva duro’ scrive su Instagram: “Non è quello che ci siamo dati a mancarmi (sessualmente? ndr), ma quello che avremmo dovuto darci ancora (sessualmente? ndr). Boh…

Inaugurata dal pomiglianese Di Maio la politica davanti a un piatto di spaghetti alla vongole prende piede. Piace anche ai leghisti e la sindaca di Cascina ha discusso tra un antipasto e il dessert con i colleghi toscani di centro destra dei grandi temi politici del momento. L’idea, apprezzata dai commensali è sintetizzata dal commento di un sazio partecipate al convivio: “Che brava, in un battibaleno ci ha riunito tutti a Firenze, davanti ad una bistecca eccezionale”.

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