CASINO’ DI SAINT VINCENT / CHIEDE IL CONCORDATO PREVENTIVO

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Il celebre Casinò di Saint Vincent nella bufera. L’amministratore unico della società che lo gestisce, Filippo Rolando, ha appena presentato domanda di concordato preventivo al tribunale di Aosta per via del pesante debito accumulato, pari a 21 milioni di euro. 

In realtà il 99 per cento azionario è controllato dalla Regione. La situazione è molto peggiorata nel corso degli ultimi anni, quando i ricavi si sono praticamente dimezzati, passando dai 96 milioni del 2011 agli attuali 57 milioni.

Gli ultimi giorni sono stati davvero turbolenti. Era stato nominato un nuovo Consiglio d’amministrazione, ma non sapendo che pesci pigliare è durato poco più di due settimane in carica dopo di che ha rassegnato le dimissioni. Ed è arrivato Rolando il quale ha subito chiesto il concordato.

Ben lontani gli anni felici quando il Casinò macinava utili con la pala. Anni però sempre turbolenti, per via delle inchieste gudiziarie che hanno puntato i riflettori sui vari Casinò italiani. In prima fila, of course, quello più rinomato, Saint Vincent. 

42 anni fa saltò per aria il numero uno della procura di Torino, Bruno Caccia. Il processo dura ancora oggi. Sono stati assicurati alle patrie galere alcuni tra i killer, ma non è stata fatta piena luce sui mandanti; e ancor oggi la famiglia chiede giustizia.

Le ‘ndrine sono salite al nord più di 40 anni fa e hanno puntato tutto sul riciclaggio di danaro sporco. Ovvio che il Casinò fosse il bersaglio più facile, per via della grossa liquidità giornaliera gestita. Ma anche le mafie (siciliana e francese) all’epoca hanno drizzato le antenne. 

E il procuratore Caccia era assolutamente intenzionato a far luce su quelle connection miliardarie.   

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