INFERNO NAPOLI / ALBERI KILLER. COME 5 ANNI FA IN PIENO GIUGNO 

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Alberi killer. Nel giorno della bufera vengono sradicati o spezzati come fuscelli dalle raffiche di un vento spaventoso. Una strage annunciata. Perchè non esiste cura di alcun tipo per quelle piante, i Comuni non hanno soldi, se ne fregano. E così un patrimono naturale muore e uccide. Ai confini della realtà

Siamo il Paese che non controlla le sue terre che franano e sommergano i paesini sottostanti; che non si cura dei suoi fiumi e delle sue acque; se ne fotte di prevenire gli incendi. Perchè “non si sono soldi”, il solito ritornello. Soldi facili, invece, per consulenze farlocche & opere inutili.

Paradossale, tra tutti, il caso-Napoli. Anche qui il tributo di sangue: un ventenne che usciva dalla facoltà d’Ingegneria a un passo dallo Stadio San Paolo, muore sotto l’albero killer.

Lo stesso copione poco più di 5 anni fa: una signora entra nella sua auto, in via Aniello Falcone, nella zona alta di Napoli e in un baleno un albero schianta la sua auto. Morta dopo un’atroce agonia di un paio d’ore.

Solo che 5 anni fa e’ successo nel mese di giugno, quando non soffiava un filo di vento e il caldo era già forte. Processo di primo e secondo grado, condannati un’agronoma del Comune di Napoli e un vigile del fuoco ad un anno e quattro mesi.

Pochi mesi dopo e all’uscita della storica Galleria Umberto – una struttura che qualsiasi Comune dovrebbe manutenere con estrema cura – si stacca un grosso calcinaccio che colpisce in testa uno liceale, colpevole di aver fatto filone con alcuni compagni per vedere le bellezze di Napoli. Che però – non manutenute – si sfasciano e diventano killer.

Stavolta, con un’altrettanto storica faccia di bronzo, il Comune di Napoli si costituisce parte civile. Contro chi? Il calcinaccio? I condomini che alloggiano nella stessa Galleria? Dovrebbero forse loro “curare” un patrimonio storico che più pubblico non c’è?

Ma siamo a Napoli. Non più bagnata – da anni – dal mare, senza uno schizzo di verde, strade che sono uno slalom speciale tra buche, alberi e calcinacci volanti, stese di camorra tanto per movimentare le serate. Vedi Napoli e poi…

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