FONDAZIONE FS / NON SOLO MORETTI, ANCHE L’UBIQUA PD SIMONETTA GIORDANI

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Ricordate Mauro Moretti, agguerrito sindacalista Cgil poi una corsa fino ai vertici delle nostre Ferrovie dello Stato? E il triennio da reuccio di Leonardo Finmeccanica?

Il termine corsa prima del previsto, per una brutta legnata, la pesante condanna in primo grado per la strage di Viareggio che ha fatto 33 morti.

Ma lui può consolarsi sempre fra rotaie e trenini. Nel 2013, infatti, era stato nominato al vertice della Fondazione Ferrovie dello Stato, una fondazione non da poco. Gestisce tutto il patrimonio storico e “culturale” delle ferrovie di casa nostra, tra archivi, biblioteche (50 mila i volumi custoditi), videoteche nonché il Museo storico di Pietrarsa, a Napoli.

Ad affiancarlo il direttore, Luigi Cantamessa, e i consiglieri Roberto Mannozzi, alle Ferrovie da vent’anni e Simonetta Giordani.

Una cinquantenne grintosa, la Giordani, Pd prima lettiana e poi renziana, approdata al governo come sottosegretario ai beni culturali (sponsor Enrico Letta), e finito il mandato capatultata (via Matteo Renzi) nientemeno che nel consiglio d’amministrazione delle FS.

Non basta, perchè l’ingorda Giordani ha voluto anche un’altra comoda poltrona: quella di responsabile dei Rapporti istituzionali per il gruppo Atlantia dei Benetton (bis di Renzi come sponsor?), che controlla Autostrade Italiane, oggi al centro delle polemiche per il crollo del ponte di Genova.

Un matrimonio che evidentemente s’ha da fare, quello tra rotaie e asfalto. Perchè non pensare ad una donna – come si usa dire – al vertice? C’è la scalpitante Giordani ai box, pronta per partire ad alta velocità…

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