Quel genio di Michael

Condividi questo articolo

Mago del cinema fuori dallo star system, dall’industria hollywoodiana, Michael Moore è geniale regista di film alternativi. Chi non ricorda il suo docufilm sull’11 Settembre e la memorabile scena di Bush junior, la sua faccia inebetita allorchè un suo collaboratore gli riferisce dell’attentato alle Torri Gemelle? Per dieci minuti e più il presidente degli Stati Uniti continua imperterrito a dialogare amorevolmente con i bambini di una scuola, come se gli avessero riferito che a casa era pronta la cena.

Perfino Michael, a ottomila chilometri di distanza dall’Italia, ha capito perché l’ondata di destra, finora latente nel nostro Paese, ha scelto di mandare al governo uno come Salvini. Come suo solito, Moore va dritto al bersaglio e lo definisce “razzista e bigotto”. D’accordissimo su “razzista”, mentre avremmo qualcosa da obiettare su “bigotto”. Salvini non lo è, finge di esserlo per strappare benevolenza ai cattolici, ma il Vaticano l’ha capito e respinge al mittente, indignato per il selfie del valpadano mentre sgrana il rosario. Un giudizio tranchant, Michael Moore lo manifesta intervistato alla Festa del Cinema di Roma, quando gli chiedono cosa ne pensa del ministro dell’interno e non solo sull’emigrazione: “Ritengo che gli italiani dovrebbero smetterla di sostenerlo. E’ anche un bigotto, contrario ai matrimoni gay perché non capisce che l’amore è amore, a prescindere dal sesso. Noi abbiamo Trump, voi avete avuto Berlusconi e ora vi ritrovate Salvini”. Il regista premio Oscar per il film “Bowling for Columbine” dice che è bastato il soggiorno in Italia di cinque giorni per capire le ragioni del successo di Salvini e Di Maio, malgrado i tanti errori che commettono. “Ho visto la televisione italiana, dove compaiono continuamente. La tv offre alla gente solo intrattenimento, e scadente, come succede in America con Trump. Da voi è colpa della sinistra che ha pensato ‘per vincere è meglio essere un po’ meno di sinistra’”

A proposito c’è aria di allerta tra gli strizzacervelli americani, che tra non molto potrebbero essere convocati per un consulto urgente sulle condizioni della salute mentale del tycoon. La sua ultima farneticazione mette in pericolo la pace nel mondo. Il presidente guerrafondaio, debitore nei confronti dei produttori e venditori di armi americani, che lo hanno fatto eleggere in combutta con petrolieri, razzisti e xenofobi, annuncia l’uscita degli Usa dal trattato nucleare con la Russia, che portò alla distruzione di 2.692 missili, 846 americani e 1.846 russi. Ora proclama Trump, costruiremo nuove armi e denuncia la Russia perché avrebbe violato l’accordo nucleare”. Consegguenze? O la camicia di forza o la Terra in pericolo, è questo il drammatico dilemma.

Ma allora, aveva sostanza il sospetto che qualcuno avesse inserito nel testo del decreto Economia e Finanza del governo gialloverde scandalose concessioni ai grandi evasori e agli esportatori di capitali all’estero, con forme di condono scandalose. La “manina” c’è stata rivela il Corriere della Sera. Salvini bugiardo? Il Ce l’avevo duro valpadano aveva giurato che i termini del condono erano noti a Di Maio al momento della discussione sul testo. Di Maio aveva annunciato di ricorrere alla Procura della Repubblica per scoprire chi, in modo truffaldino, avesse manipolato quella parte del decreto. Il Corriere sostiene che il responsabile è tale Massimo Bitonci, leghista sottosegretario all’economia. E Di Maio? Ha ottenuto l’eliminazione del capitolo indigesto per i grullini, ma ha concesso a Salvini un paio di favori e per esempio il sì alla legittima difesa sempre e comunque. Così fu pax, ma i due vice premier si scannerebbero per impedire l’un l’altro la maggiore visibilità. E Salvini? Nega l’evidenza, patteggia con Di Maio e se la squaglia in fretta, con il pretesto di dedicarsi alle esigenze familiari, proprio lui che con la deontologia affettiva non ha nulla in comune.

Condividi questo articolo

Lascia un commento