ENI / I MEGA AFFARI IN CONGO DI CLAUDIO DESCALZI & CONSORTE

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L’abbiamo più volte attaccato per la scoperta dell’acqua calda come le mafie extra regione di provenienza o estere, per il pozzo di San Faustin dei Rocca noto da anni, per le monnezze riciclate.

Ma stavolta ci vuole un appaluso all’Espresso per l’inchiesta “Miss Congo & Lady Eni”, un pezzo da incorniciare come vero giornalismo d’inchiesta, firmato da Paolo Biondani e Stefano Vergine.

Degli appalti Eni e delle inchieste per corruzione internazionale alla procura di Milano s’è più volte scritto, come di Algeria, Nigeria e Brasile.

Ma ora il coltello affonda in un verminaio di società estere e fiduciarie nei paradisi fiscali, stavolta le isole Mauritius, dove è acquartierata la African Beer Investment Ltd, in apparenza una innocente sigla che si occupa di birra, in realtà lo scrigno che conduce ai rapporti d’affari milionari tra il presidente ‘a vita’ congolese Denis Sassou Nguesso e la signora Marie Madeleine Ingoda Descalzi, ossia la consorte del numero uno dell’Eni Claudio Delscalzi, già impelagato in altri processi per corruzione internazionale.

Ufficialmente la African Beer risulta costituta sei anni fa, nel 2012, in un grattacielo di Ebene, la città più moderna del Congo. I nomi dei soci sono ovviamente coperti dal segreto che una fiduciaria po’ garantire. E così bisogna rifarsi ad un dossier della polizia francese per risalire agli autentici titolari delle quote azionarie: si tratta di Julienne Sassou Nguesso, figlia del presidente, di Hubert Pendino, un super faccendiere al quale pare facciano capo non pochi beni del presidente; e lady Descalzi, che è cittadina congolese (si sono conosciuti quando lui era il plenipotenziario Eni in Congo).

A Parigi la magistratura sta indagando su centinaia di milioni di dollari dell’erario congolese spariti dalle casse e investiti per super acquisti immobiliari in Francia: i capi d’accusa sono pesanti come macigni: riciclaggio e sottrazione di fondi pubblici.

Dal canto suo Pendino è il superfaccendiere di turno, un impero immobiliare a sua disposizione, lavori pubblici a go go, investimenti pubblici congolesi e anche italiani, visto che di recente ne ha ottenuti, guarda caso, dall’Eni. 

Non ci sono tutti gli elementi perchè Descalzi tolga il disturbo e lasci la sua dorata poltrona Eni?

 

Nella foto Claudio Descalzi

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