Mano ai risparmi. Sic dixit Salvini

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Il “governo del popolo”, alle strette per il contestatissimo Def, ricorre proprio al popolo. E’ firmato dal vice premier della componente verde di governo, alias il Ce l’ho duro Salvini, un accorato appello agli italiani: “Cari connazionali, se lo spread fa il cattivo e brucia altri miliardi, dateci una mano” In chiave cash vuol dire “mettete mano ai vostri risparmi”. L’esse o esse si tinge di nero, il nero del regime che ha segnato il letale ventennio fascista. Infilatosi nel disastro della coalizione militare con Hitler, Mussolini chiese alla donne italiane di donare le fedi e altri gioielli d’oro alla Patria, per fabbricare cannoni. La provocazione del vice premier leghista è la risposta da Paese delle Banane al coro di contestazioni che si abbattono sulla sciagurata manovra economica di un governo che fa acqua da tutte le parti.

A spese degli italiani i 5Stelle sono stati costretti a pagare un manager a tempo pieno per evitare che si allunghi la catena di incidenti di percorso del ministro per le infrastrutture, uno dei benvoluti dell’Incompiuto Di Maio. Non è facile detenere il primato di gaffeur in un contesto di improvvisati del governo gialloverde, ma Toninelli è riuscito alla grande nell’impresa. In pieno dramma per le vittime del ponte Morandi, il ministro postò la sua foto al mare, con tanto di sorriso da vacanziere. Sorriso sfoggiato anche a Porta a Porta con il plastico del ponte tra le mani. E che dire del selfie per esibire un nuovo taglio di capelli accompagnato dalla didascalia “revoco la revoca al mio barbiere?”. Tutto qui? Macché. Ai genovesi sfollati per colpa del crollo, il Toninelli ha replicato affermando che il decreto è stato scritto con il cuore (!!!). Il meglio di sé il ministro pentastellato lo ha dato nel corso di un’intervista, per informare l’opinione pubblica sull’intenso traffico di camion e tir per il trasporto su gomma attraverso il tunnel del Brennero. Peccato che il traforo non è ancora completato e che servirà a collegare Italia e Austria ma solo con la ferrovia. L’inciampo maggiore dell’improvvisato Toninelli risale alla recente nomina dei componenti la commissione d’indagine sul crollo del ponte. Tre candidati, indicati dal responsabile governativo delle infrastrutture sono stati bocciati per varie incompatibilità.

Nel coro di no, ovvero di bocciature del Def è voce autorevole quella della Banca d’Italia. La risposta dell’Incompiuto Di Maio è materia di attenzione per la satira. “Se Bankitalia pretende che il governo non abolisca la legge Fornero, alle prossime elezioni scenda in campo, si presenti con una sua lista”. Al Caudillo di Pomigliano (copyright di Repubblica) farà difetto la cultura politica (o sic et simpliciter la cultura), non l’humour britannico. Def bocciato anche e dalla Corte dei Conti. Che ne pensa il vice premier grullino, dovrà presentarsi alle prossime consultazioni elettorali?

Vilipendio e offesa al Capo dello Stato. Ne sono responsabili il comico genovese, al secolo Grullo (non è un errore di battitura), il Ce l’ho duro Salvini, il padre di Di Battista, Carlo Sibilia. Ha firmato le autorizzazioni a procedere il ministro della giustizia Bonafede. Saranno condannati? Ai posteri…

Papa Francesco per ora soffre della forma di sordità tipica di chi non vuol sentire e non affronta lo scottante tema delle deviazioni sessuali dei sacerdoti, in misura consistente conseguenza del voto di castità che reprime l’eros contro natura. La risposta soggettiva: Dino Pistore, priore del convento dei Cappuccini, si spoglia del saio, sposa Martina, pubblica l’immagine delle sue e delle mani della sposa con all’anulare la fede. La scelta dell’amore è ancora un evento raro nel mondo del cattolicesimo e smantella il divieto della Chiesa, perfino incompatibile con il dettato di Cristo “crescete e moltiplicatevi”. Cosa impedisce a Bergoglio di cancellare il divieto a preti e suore di estendere l’amore religioso all’amore terreno?

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