MONTE PASCHI / VENDE TUTTE LE SEDI ESTERE, SI COMINCIA DAL BELGIO

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Contro shopping al Monte dei Paschi di Siena. Per far liquidità e ridurre le spese i vertici dell’istituto da anni nella bufera ha infatti deciso di vendere praticamente tutte le sedi estere nel giro di pochi mesi.

E così si comincia con Mps Belgio, idea già balenata nell’era Mussari, quando venne portata a termine la sciagurata operazione Antonveneta. E per turare una delle tante falle c’era in programma la vendita di Mps Belgio. Ma non andò in porto.

Adesso è stato raggiunto l’accordo per la cessione ad un prezzo di 42 milioni di Mps Belgio a una società partecipata da fondi gestiti da un colosso del private equity statunitense, Warburg Pincus, che ha già portato a termine alcune operazioni in Italia, ed ha intrattenuto ottimi rapporti d’affari con il nostro Corrado Passera, proprio per favorire l’afflusso di capitali verso le affannate casse di Mps.

Corrado Passera

La manovra viene spiegata in modo diverso dall’amministratore delegato di Mps Marco Morelli: “L’accordo rientra negli impegni presi con la Commissione europea nell’ambito del piano di ristrutturazione 2017 / 2021 ed è un’altra tappa importante nel percorso di rilancio del gruppo”.

Entro fine anno dovrebbe essere ceduta la storica sede di News York, poi seguiranno Hong Kong e Londra.

Ma la vendita più complessa riguarda la sede parigina, che nel corso degli anni ha acquisito il ruolo di vera e propria banca, con a sua volta una ventina di filiali e alcune centinaia di dipendenti. I tempi saranno ovviamente più lunghi.

Intanto sempre fitto mistero sulla morte di David Rossi, il responsabile delle comunicazioni precipitato dal 4 piano di palazzo Salimbeni. Dopo le archiviazioni della procura di Siena, c’è da sperare in quella di Genova, che dovrebbe puntare i riflettori anche sui tanti misteri nelle stesse indagini dei colleghi toscani.

Giorni fa è tornata a rimbalzare la notizia dell’orologio di David Rossi: sarebbe precipitato ben 20 minuti dopo la sua (di David) caduta. Uno dei tanti buchi neri nell’inchiesta delle toghe senesi, che fa acqua da tutte le parti e presenta contraddizioni in ogni suo aspetto. Le perizie tecniche, quella della procura e quella di parte, fanno letteralmente a cazzotti.

E resta il domandone finale: cosa avrebbe voluto e potuto raccontare David Rossi ai magistrati con i quali aveva appuntamento l’indomani per una verbalizzazione? Forse avrebbe potuto fornire particolari e dettagli “pericolosi” e “bollenti” proprio sull’operazione Antonveneta?

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