FINLANDIA / LA PRIORITA’ DEL REDDITO DI CITTADINANZA

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Il cavallo di battaglia dei socialdemocratici alle prossime elezioni che in Finlandia si terranno ad aprile 2019 sarà il reddito di cittadinanza, il ‘basic income’, come viene definito.

Di recente la stampa italiana ha ‘strapazzato’ la notizia, sostenendo (in particolare Repubblica) che il basic income è stato prima annunciato, poi ritirato, quindi che è in fase di studio.

Di recente a Tempere si è svolto il diciottesimo congresso mondiale della Rete sul reddito di base. Lo ha preceduto una giornata di studio molto stimolante titolata “Nordic Universal Basic Income Day”, nel corso della quale proprio il concetto e la sostanza del reddito di cittadinanza sono stati al centro del dibattito. Ciò ha confermato – sostengono gli analisti – che la proposta di un reddito di base sarà focale nel dibattito politico in vista delle elezioni nella prossima primavera.

Hanno potuto intervenire e analizzare la situazione in tanti, accademici, giovani e anche chi ha già sperimentato o sta sperimentando questa misura.

Osserva il giornalista Tuomas Muraja, uno dei 2000 cittadini disoccupati coinvolti di età compresa tra i 28 e i 54 anni, destinatari di 506 euro al mese in modo incondizionato: “non ha risolto i miei problemi ma indubbiamente ha migliorato le mie condizioni vita”.

Dal canto suo Otto Andersen, uno dei massimi esponenti del partito (un partito dal nome un po’ complesso, “Suomen Sosialidemokraattinen Poule”) ed esperti del tema, ha chiarito che al congresso del partito il movimento giovanile ha fatto approvare una mozione che prevede l’istituzione di un reddito di cittadinanza, nonostante le resistenze del vertice dello stesso Suomen.

I socialdemocratici – viene spiegato – ipotizzano tre diversi livelli di reddito di cittadinanza:

uno di base, pari all’80 per cento del salario di sussistenza fissato a 520 euro, cioè 485 euro;

un secondo pari al 100 per cento, cioè 520 euro;

un terzo, che Anderson definisce ‘reddito attivo’, che è attestato al 125 per cento in più e cioè pari a 760 euro.

La linea dei socialdemocratici viene condivisa dai loro alleati, Sinistra e Verdi, ma non incontra una forte opposizione da parte dei conservatori, i quali puntano piuttosto su un reddito di cittadinanza finanziato tramite una “negative income tax”: in sostanza un trasferimento di denaro sotto forma di rimborso fiscale.

Altre formazioni politiche minori e non poche associazioni e cittadini, poi, sarebbero favorevoli a promuovere una campagna per proporre un disegno di legge popolare, attraverso cui il reddito di cittadinanza sia fissato a 1000 euro, con una serie di correzioni automatiche legate ad eventuali altri sussidi pubblici (malattia, maternità, indennità di base e di riabilitazione, genitorialità e paternità), i quali portano ad un tetto di 790 euro al mese.

L’esperimento in corso sui 2000 cittadini – fa sapere il governo conservatore – avrà termine alla fine di quest’anno, proprio tenuto conto che ad aprile 2019 i finlandesi andranno alle urne.

 

Nella foto Otto Andersen

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