SVEZIA / GIORNI BOLLENTI PER LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO

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Giorni di forte fibrillazione politica in Svezia, la storica patria delle socialdemocrazia. La situazione è di grande caos, e ha dei forti tratti di somiglianza con quella italiana, sia del 2013 che quella odierna.

Il presidente del Rikstag, il parlamento svedese, Andreas Norlèn, ha affidato l’incarico di formare il nuovo governo a Ulf Kristersson, leader della formazione conservatrice, NYAModeraterna. Un incarico con un termine ben ristretto, solo due settimane. Se non riuscirà a centrare l’obiettivo, e cioè a trovare un accordo alla sua sinistra o alla sua destra, lo stesso incarico passerà agli altri leader dei partiti.

Una decisione discutibile. Dal momento che alle elezioni del 9 settembre, contro ogni pronostico, aveva vinto il partito Socialdemocratico guidato da Stefan Lofven: un ottimo risultato, superiore al 28 per cento, mentre sondaggi e previsioni lo davano sotto il 25 per cento. E quindi una secca smentita a tutti quelli che parlano di morte delle socialdemocrazie e di idee ormai del tutto sorpassate.

Discreto risultato anche per le altre formazioni di sinistra, ossia “Sinistra”, che supera il 10 per cento e i Verdi che a loro volta oltrepassano il 5 per cento.

Vero è che la conta dei seggi prevede una perfetta parità che socialdemocratici e conservatori, 144 contro 143. Per chiarire meglio, l’area a sinistra è composta da socialdemocratici,  comunisti e  Verdi, mentre l’Alleanza conservatrice vede in campo, oltre alla NYA del leader incaricato, anche centristi, liberati e democristiani.

Terza forza sono i sovranisti svedesi, capeggiati dal loro controverso leader, una nazistoide xenofobo in doppiopetto, Jimme Akesson, che capeggia una formazione sovranista il cui progrmma è principalmente impiantato sulla lotta agli immigrati e alla Ue.

A questo punto, non si vede bene come possa Kristersson stipulare un accordo di governo con Akesson e i suoi adepti, a meno di non voler stravolgere la storia del paese, fino ad oggi faro per la civiltà in Europa e per il Welfare che è riuscito a costruire in tanti anni di duro lavoro e di sana utopia che si è tradotta in ottimi servizi e buona qualità della vita per i cittadini.

Sono giorni davvero bollenti, perchè possono segnare il destino dell’Europa e il futuro politico della Ue. Presa in una sorta di doppia tenaglia: a Sud le istanze italiane rappresentate dal governo gialloverde, a nord quel che verrà fuori dal cilindro di Kristersson.

Staremo a vedere.

 

Nella foto il Parlamento svedese

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