FONDI & AFFONDI / NAPOLI NON SPENDE  I SOLDI COMUNITARI E SPROFONDA NEL DEGRADO

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Napoli super fanalino di coda tra le aree metropolitane sul fronte dell’utilizzo dei Fondi europei. Ha speso appena poco più di 7 mila euro – il costo di un’utilitaria – sul totale dei 963 mila euro disponibili. Con una percentuale da brividi, lo 0,01 per cento.

Da mettersi le mani nei capelli se si pensa, per fare un esempio, ad un’altra città del Sud di cui si parla parecchio in questi giorni, Bari, dal momento che il patròn del Napoli Calcio, Aurelio De Laurentiis, è intenzionato non solo a rilevare il club ma anche a far giocare le partite di Champions del Napoli nel capoluogo pugliese, visti le tutte le carenze dello stadio San Paolo, altro eterno bubbone.

Ma torniamo alle cifre.

Aurelio De Laurentiis. In apertura Luigi de Magistris e sullo sfondo la Galleria Umberto

Bari ha speso il 39 per cento, oltre 12 milioni di euro. Seguono distanziate Firenze con 5 milioni e mezzo, Milano con 5 milioni 300 mila, Catania con 2 milioni 650 mila, Genova con 2 e mezzo, altrettanto per Palermo, Roma è sotto la soglia dei 2 con 1 milione 900 mila, Cagliari sfiora 1 milione e mezzo, Torino è sotto la soglia del milione con 850 mila euro, Messina sfiora i 100 mila euro, Bologna fa segnare quota 46 mila.

Ultima della incredibile hit Napoli, con i suoi miseri 7.320 euro!

Sorge spontanea la domanda? Com’è possibile che una città bisognosa di tante infrastrutture e in tutti i settori sia incapace di produrre progetti credibili e finanziabili? Un mistero.

Cerca di capirlo L’Agenzia di Coesione Territoriale (responsabile del Pon): Napoli è la città meno virtuosa d’Italia, avendo speso una cifra irrisoria, e cioè pari allo 0,01 centesimi su una popolazione di circa 900 mila abitanti. I soldi ci sono – dice l’Europa – li potete spendere. E noi: chissenegrega. Masochismo politico? Demenza pura e semplice? Voglia di autarchia? Feudalesimo di ritorno? Boh.

Incredibile ma vero, pare che l’unico progetto per il quale è stata utilizzata una piccolissima cifra è quello per le Attività di Comunicazione: ma a questo punto, per comunicare cosa? Il nulla? Il nostro disastro quotidiano?

 

LA MAXI LISTA DELLA NON SPESA

Scorriamo, in rapida carrellata, le cifre messe a disposizione per alcuni dei 30 progetti ammessi, ma per i quali, appunto, non si muove una foglia.

Primeggiano i 9 milioni per interventi di riqualificazione a Scampia, il Bronx napoletano, l’area così problematica e drammatica di Secondigliano dai mille bisogni: tutto è fermo al palo.

Seguono i 6 milioni in tecnologie intelligenti per migliorare la situazione del traffico a Napoli: ma devono essere delle autentiche genialate altrimenti il problema non si risolve. Comunque non ci si pensa minimamente ad utilizzarli.

Luigi de Magistris all’ennesimo brindisi per l’inaugurazione di un negozio

Seguono 3 milioni e mezzo per l’attivazione dell’agenzia sociale per la casa, un bisogno ‘atavico’ a Napoli: ma chissenefrega, i fondi stanno a prendere la tintarella.

E poi 2 milioni per la riqualificazone di una fantomatica struttura “Cardinale Mimmi”: bene, come ai tempi di mamma Dc, ogni tanto spuntano le bocciofile di turno da finanziare, ma stavolta se ne fregano pure.

La Città Metropolitana ha bisogno di un portale telematico, ecco 2 milioni serviti. A parte il fatto che 2 milioni per un portale non li prende neanche la miglior graphistar della Apple, tutto è fermo ai nastri di partenza.

Ancora. 1 milione e mezzo per la multipiattaforma finalizzata alla fruizione del patrimonio artistico:  il patrimonio c’è, eccone, ottimo e abbondante, ma di utilizzo dei fondi europei per poterne fruire non v’è minima traccia.

La lista è lunga ed esprime – tranne rare eccezioni – dei bisogni reali che però rischiano concretamente di naufragare. E’ così per i 900 mila euro destinati ad innovare il sistema informativo dei lavori pubblici. Gli 800 mila euro per la gestione digitale dell’ambiente e del territorio. I 750 mila per l’informatizzazione dei procedimenti amministrativi di edilizia privata e urbanistica: servirebbero come il pane, nella città di tutti gli abusi, ma chissenefrega.

Servirà a smuovere il pantano l’incontro di fine settembre del ministro per il Mezzogiorno, la 5 Stelle Barbara Lezzi, con la commissaria UE per le politiche comunitarie, Corina Cretu? Certo, si saranno trovate davanti un quadro desolante, da mettersi le mani nei capelli (per fortuna la Lezzi ne ha tanti). Ecco le poche parole della ministra: “E’ grave non aver centrato gli obiettivi di spesa, serve una presa di responabilità di tutti”.

Barbara Lezzi

Ma non sarebbe il caso di qualche provvedimento in più? Ad esempio cacciare a pedate i responsabili di tali inerzie e inadempienze? Quei funzionari e burocrati che non alzano un foglia dalla scrivania senza l’autorizzazione del superiore o la mazzetta in arrivo?

Queste le cifre sul fronte dell’utilizzo dei fondi europei. Su un altro versante – come la Voce ha documentato nei giorni scorsi – la città è a continuo rischio crac per via delle altrettanto continue rimostranze della Corte dei Conti sui conti di Palazzo San Giacomo. E’ di qualche giorno fa l’ultima messa in mora, sospese tutte le spese ordinarie e anche quelle extra, a meno di motivi straordinari come può essere l’arrivo di un’astronave a piazza del Plebiscito.

Il sindaco arancione Luigi de Magistris non ci sta, minaccia le barricate o di piazzarsi con tutta la plebe napoletana sotto i palazzi del Governo, ovviamente anche romani; strizza l’occhio al Pd che lo respinge, fa gli occhi dolci a Luigi Di Maio per un agreement. Silenzio.

 

NEI GIRONI DANTESCHI PARTENOPEI

Ma è lo stato comatoso della città a manifestarsi ogni giorno di più. Una città ormai senza servizi. Da ottavo mondo.

Trasporti azzerati, con le crisi e i fallimenti a rotazione di ANM e CTP (le sigle del trasporto urbano ed extraurbano); la metropolitana continua a inghiottire soldi, ha tempi infiniti, è lenta come una lumaca, ne succedono di tutti i colori.

Si aprono vorgini quotidiane in ogni parte della città e l’area rimane isolata come neanche nei tempi di guerra per giorni e giorni (ultimo caso in via Cinthia, nei pressi dello stadio San Paolo).

Mare sporco a Mergellina

La situazione buche è da horror movie: decine di incidenti al giorno per le buche mal rappezzate e che ritornano, causando incidenti su incidenti e montagne di richieste di risarcimente danni, cifre blu che il Comune dovrebbe sborsare dei soldi che non ha.

Un paio d’anni fa venne investito circa 1 milione di euro di provenienza Ue per una lunga pista ciclabile: praticamente inutilizzata perchè devi trasitare sotto due tunnell, con palese rischio asfissia o investimento.

Monnezza tornata ai tempi bassoliani, montagne non solo nell’hinterland, ma anche nel centro storico e perfino nelle aree di maggior transito dei turisti:  come dire, me ne fotto.

Spazi verdi ormai morti. Da quasi dieci anni è chiuso il Bosco dei Camaldoli perche “manca il vigilante” e “ci vogliono cinque sei giardinieri”: quando tutti sanno dei ‘sedentari’ del Comune da mattino a sera o che basterebbe una deliberuccia per spostare 5 unità da un servizio all’altro.

Sos Villa Comunale: sta morendo uno degli storici polmoni verdi di Napoli. Punta i riflettori il geologo Riccardo Caniparoli che per anni ha denunciato il disastro dei lavori per il metrò: “La Villa Comunale è ormai agli sgoccioli, ci sono scarsissime possibilità di recuperarla se non si interviene immediatamente, perchè il sale del mare sta uccidendo tutte le piante. E ciò è stato causato anche dai lavori per il metrò”.

Le Universiadi dovrebbero svolgersi tra meno di un anno – luglio 2019 – e non è stato avviato ancora un solo cantiere, mentre è continuata per mesi la diatriba tra utilizzo dell’area flegrea, della Mostra d’Oltremare o addirittura le navi da crociera del porto di Napoli. Ci manca solo il Duomo con tutto San Gennaro.

Anche su questo fronte De Magistris e il governatore della Campania Vincenzo De Luca non si parlano, o si lanciano invettive l’un l’altro.

Riccardo Caniparoli

La sanità è al lumicino, con i tragici trimestri caratterizzati da un mese dove non ci si può ammalare perchè le convenzioni sono sospese, stavolta è toccato a settembre. E viviamo in prorogatio da due anni, con il Governatore avvitato su quella poltrona di “commissaro alla sanità” che neanche un caterpillar ce lo schioda.

Cadono come le foglie gli alberi e nessuno se ne frega. Giorni fa un c’è rimasta sotto un’auto trasformata in hot dog, due anni toccò ad una poveretta schiacciata mentre usciva dalla sua vettura in via Aniello Falcone, nella zona alta di Napoli. Così come il quattordicenne Salvatore Giordano, pochi mesi prima, aveva avuto la colpa di camminare con degli amici sotto la Galleria Umberto di Napoli, ammazzato da un cornicione killer: in entrambi in casi il Comune di Napoli ha avuto la faccia di bronzo di costituirsi parte civile.

Arrivi alla stazione di piazza Garibaldi e pensi di essere piombato in un girone dantesco. Non vedi più il cielo, solo armature di tubi, il resto è un bazar, una giungla nella quale rischi di sparire da un momento all’altro. Vedi Napoli e poi muori.

Paralisi totale di traffico e sciopero generale dei trasporti pubblici, con le aziende sull’orlo del fallimento e i lavoratori senza stipendio da mesi. Questa è Napoli.

NAPOLI FA SCHIFO

Non hanno avuto lo stesso coraggio dei romani, che continuano a mantenere vie le pagine social “Roma fa schifo”, inaugurate sotto la gestione Marino. Ma ogni giorno danno battaglia senza esclusione di colpi. Sono gli animatori delle pagine “Cittadinanza attiva in difesa di Napoli”, sigla propositiva di un manipolo di cittadini coraggiosi, benché ormai esasperati dalla strafottenza di Palazzo San Giacomo di fronte alle più elementari richieste di dignità, servizi e civiltà. Nè le manda a dire Stylo 24, testata di punta guidata dal giornalista Simone Di Meo.

Ecco qualcuno degli ultimi post.

SU METRONAPOLI

Bruxelles: «La metropolitana di Napoli (linea 1): progetto perfetto ma con una gestione disastrosa». E’ l’esito di uno studio richiesto dalla Commissione Europea su dieci opere finanziate dalla Ue: pessima governance, pessimo management. I voti più bassi in assoluto.

 

SUI BITCOIN DI PULCINELLA

Il consigliere pentastellato Matteo Brambilla a Stylo24: per lavorare in rete sono stato costretto a comprare una chiavetta.

Luigi de Magistris bitcoin Comune Napoli rete wi fi: il consigliere pentastellato Matteo Brambilla a Stylo24: per lavorare in rete sono stato costretto a comprare una chiavetta. 
SULLE STRADE-GIUNGLA INTERVIENE L’AVVOCATO MANFREDI NAPPI
Il contratto tra ASIA e Comune di Napoli prevede tempi e modalità di pulizia delle strade.
Al contrario, su marciapiedi di strade che dovrebbero essere spazzate quotidianamente crescono erbacce più alte di un bambino.
Da un lato l’inadempimento da parte di ASIA, dall’altro la richiesta della società al pagamento nei confronti del Comune e la cessione di crediti a banche e società di factoring. In altre parole, paghiamo un servizio non erogato o male erogato.
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