Il m..da di Casalini? Bazzecole per il tandem di vice premier

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Voce dal sen fuggita: così il “merda” di Casalino per far fuori i vertici del Tesoro. La lega ci scherza su. Giorgetti, deus ex machina dell’economia per conto del “Ce l’ho duro Salvini” ci informa che non potrebbe farlo (dio ti ringraziamo per questa illuminante precisazione), ma subito dopo sgarra: possono Conte e Di Maio che hanno approvato la condotta di Casalino. Il suggestivo Giorgetti pensiero: i 5 stelle vogliono dieci miliardi per il reddito di cittadinanza? Pensano che l’unico modo di trovarli sia di aumentare il deficit Al 2, al 2,2 per cento? Si accomodino. Eh no, egregio Giorgetti, senta che ne pensa il suo capo: “Serve una manovra coraggiosa? (lo ha ripetuto a pappagallo Conte) aumentiamo il deficit, chi se ne frega? E per non farsi mancare niente annuncia tagli alla Sanità che specialmente al Sud soffre per mancanza di risorse. Eh no, egregio Giorgetti: è come dire a un padre di famiglia dissennato di spendere senza avere i soldi per farlo. Il rischio di fallire è assicurato. Comunque, per non perdere l’abitudine, Lega e 5Stelle litigano. L’Incompiuto Di Maio dice la ‘sanità non si tocca’, chi la spunterà? E il Berlusca su Casalino? “In democrazia il signor Casalino dovrebbe stare già fuori con la valigia in mano”

Berlusconi: “Salvini è un bravo ragazzo, deve solo rinsavire un po’”. Senti chi parla di rinsavire. Lo dice a labbra strette per effetto di eccessi di botulino e, con voce affannata (ma perché non pensa alla salute invece di riscendere in campo?). L’attacco al vice premier leghista è duro, ma chi ci crede? L’ex cavaliere lo fa per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal patto che consentirà alla lega di eleggere Foa alla presidenza della Rai con i voti di Foza Italia e a questo partito in disfacimento di allearsi con la Lega (elezioni regionali) per non scomparire, di piazzare suoi uomini ai vertici di reti e Tg della televisione pubblica e di non subire attacchi a Mediaset con tagli al budget della pubblicità annunciati dai 5Stelle. Berlusconi sugli antagonisti pentastellati: Il M5s è più pericoloso dei comunisti per ignoranza, incompetenza, invidia e odio sociale. Attenta alla libertà delle imprese e dei cittadini, con le nazionalizzazioni, e con la proposta di vietare le pubblicità delle partecipate statali su giornali e tv che, se fosse attuata, farebbe chiudere Mediaset il giorno dopo”. Replica di Di Maio: “Pensa solo alle sue TV. Ridicolo, va compatito. Ormai ha fatto il suo tempo”. E noi commentiamo: “Ma il tempo di Di Maio non è ancora arrivato e, viste le premesse, mai arriverà”.

A quando un bel duello a pistolettate tra l’Incompiuto e l’ex cav, nei pressi del classico convento delle Carmelitane Scalze, magari con Salvini arbitro?

A salvare la vita ai migranti è rimasta solo la nave Aquarius e non basta. L’assenza di navi ong di salvataggio scoraggia le partenze, ma per chi si mette in mare i rischi si moltiplicano. Diminuiscono gli arrivi, aumentano le vittime di naufragi. Panama avvia il processo di cancellazione dai registri navali dell’Aquarius, Sos Mèditerranèe e Medici Senza Frontiere si appellano ai governi europei perché le assegnino una nuova bandiera o facciano pressioni su Panama per cambiare la decisione sollecitata da Salvini, che smentisce. La verità è che le autorità panamensi avevano informato ufficialmente Jasmund Shipping, il proprietario della nave, della richiesta delle autorità italiane di prendere azioni immediate contro l’Aquarius”. Salvini: “Denuncerò le Ong che aiutano gli scafisti”. Povero, sfortunato Salvini, lui blocca i salvataggi e le ong non l’ascoltano, gli impediscono di fare altre vittime del mare

Monsignor Nunzio Galantino: “Strano parlare di migranti nel decreto di sicurezza. Significa giudicare già l’immigrato per una sua condizione, per il suo essere immigrato e non per i comportamenti che può avere. E’ un brutto segnale sul piano culturale, perché si tratta di un tema sociale che va affrontato nel rispetto della legalità, ma non possiamo considerare l’immigrazione come una condizione di delinquenza”

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