Casalino, condanne assoluzioni (sospette)

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La bufera che ha investito le minacce di Casalino (se non trovano i soldi cacciamo i vertici del Tesoro) pronunciate perché fossero rese pubbliche, riceve un assist (da quale parte del mondo vacanziero?) del Di Battista pentastellato, che anziché riflettere sulle ingiurie nei confronti di Mattarella del padre neofascista, twitta in favore del portavoce di Conte, soggetto evidentemente fuori di testa. L’incipit sarebbe condivisibile: “Siamo onesti, ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti” (Casalino è recidivo, ha mandato sms alla stampa durante i funerali delle vittime di Genova perché esaltassero gli applausi a Di Maio e Salvini e i fischi al Pd). Il seguito di Di Battista è però pessimo e indegno di un parlamentare: “I tecnici che mettono i bastoni tra le ruote vanno cacciati all’istante, o trovano i soldi o si trovano un altro lavoro”. Parole che starebbero bene in bocca al padre neofascista”. Di Battista glissa sul mal di pancia di gran parte del grillismo e dimostra ancora una volta di ignorare protervamente le critiche dal basso del Movimento. La Fattori: ”Personalmente, da libera cittadina, trovo orribili le sue parole” e aggiunge una stilettata a Di Maio: “Il problema dello strapotere di chi si occupa di comunicazione nel M5S non è di Rocco Casalino o chi per lui, è di chi questo grande potere glielo lascia”. A difendere Casalino ci pensa il simulacro di presidente del consiglio. L’evanescente Conte dichiara: “Ribadisco la piena fiducia nel mio portavoce”. E ci mancherebbe altro. Senza le sue veline, gli strattoni per fermare derive verbali sconsiderate e suggerimenti nell’orecchio, il premier sarebbe un politico senza voce, cioè muto”. Giorgetti. Lega, per non perdere una battuta della polemica con i 5Stelle: “Sono 22 anni che li vedo comportarsi ugualmente con tutti i governi”.

Incidente politico della Merkel, forse pressata dalla concorrenza della destra: “Via dalla Germania, rischiano gli italiani che non dimostrano di avere un lavoro e mezzi di sussistenza”. La reazione del nostro Paese: “Se fosse vero, l’atteggiamento della Germania sarebbe molto grave e andrebbe a colpire l’essenza stessa della Ue. Sarebbe un paradosso: Italia sotto accusa perché cerca di difendere l’Europa dall’immigrazione illegale e la Merkel che colpisce un diritto fondamentale dei cittadini Ue”.

Radio Colonia. Un’immigrata italiana in Germania racconta: “Mi hanno detto che dal momento che non posso provvedere a me stessa, ho quindici giorni di tempo per trovare un lavoro, altrimenti mi avrebbero rimpatriato e pagato il viaggio a me e alle bambine”. Salvini docet

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