Onestà, etica, moralizzazione

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Ci pervade un senso di allegrezza, un respiro di sollievo spazza via il rammarico per giudizi severi in eccesso e colpevole disinformazione sul fenomeno 5Stelle.

Il comico genovese, i suoi figliocci e primi fra tutti i prediletti assunti al soglio sacro del Parlamento, poi del governo, sono umani replicanti dei loro bersagliati antagonisti, sono cioè corrotti, arrivisti, profittatori, nepotisti. Sorvoliamo su alcuni passaggi che li omologano ai predecessori “da rottamare” e ci limitiamo a un paio di casi che potrebbero e dovrebbero far riflettere chi ha votato 5Stelle perché si sono autopromossi come paladini del nuovo in onestà, etica, tutela dei diritti e doveri uguali per tutti. L’incompiuto Di Maio ha cooptato e non gratis nel suo staff la donzella pentastellata che ha curato a Pomigliano d’Arco, di dove proviene, la sua campagna elettorale e ha chiesto e ottenuto che della scorta a lui assegnata facessero parte due elementi delle forze dell’ordine di Pomigliano. Clientelismo? Nepotismo? Scegliete.

Il fedelissimo del vice premier in questione, premiato con la nomina a ministro delle appetite Infrastrutture, al secolo il balneare Toninelli, ha riflettuto a lungo sull’exploit del suo tutore e ha pensato: “Lui sì e io no?” Detto fatto. Ha incorporato nel suo staff tale Daniela Bolognino, docente di contabilità dello Stato all’università di Roma. 87mila euro all’anno per un quinquennio. Ella ha meriti emeriti (pardon per il bisticcio di parole). Ha impartito lezioni sul blog 5Stelle. Studenti incollati ai monitor dei computer per 9 minuti e 50 secondi sul rapporto cittadini-pubblica amministrazione, in sintonia con il programma politico dei 5Stelle. 87mila per cinque anni sono pari a circa mezzo milione di euro. Diceva Arbore “Non sono bruscolini”. Come dargli torto.

In due parole: svoltare sulla via del potere grillino ripaga con generosità. E anche questa è l’Italia di chi crede ancora nello slogan pentastellato “onestà, onestà”.

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