Salvineide e dintorni number 11

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Sospettano gli antagonisti del Ce l’ho duro leghista che in Lega si brighi per riaprire lo storico balcone di palazzo Venezia, dove don Matteo ( fiction omonima non c’entra) potrebbe arringare la folla, mentre sfilano “orde” di migranti in catene, pronti per essere riconsegnati alla Libia e, dovessero subire violenze e torture, “se la sono voluta loro! Eia…eia…alalà”.

Per il momento, il valpadano, che Giannini (la Repubblica) ha ribattezzato il piccolo Erbàn (premier neofascista di Ungheria) si accontenta di selfie su Facebook. Costretto a concedere lo sbarco dei minori non accompagnati dalla Diciotti, per allontanare momentaneamente l’accusa di sequestro di persona, non ha comunque dismesso il tono mussoliniano con un perentorio “Qui comando io!” Il despota di Pontida commenta anche la possibilità di essere indagato dalla Procura di Agrigento contro ignoti: “Non sono ignoto, indagatemi, processatemi, ho spalle larghe”. Nei venti minuti di soliloquio ne ha per tutti. Per il Pd, Saviano, Asia Argento e l’”alleato” Roberto Fico, terza carica dello Stato, che ha chiesto lo sbarco dei migranti dalla Diciotti: “Fai il presidente della camera, io il ministro dell’Interno. Bertinotti, Fini, Boldrini, Fico. Mi sa che non è una carica molto fortunata”. Fico: “Fare il presidente della Camera significa fare sì che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana. Sono stato eletto per questo, rinunciando allo stipendio da presidente”

Il furbastro vice premier, per dar fiato alla campagna elettorale xenofoba diventa crociato per la difesa degli agnelli, che il rito islamico sacrifica in occasione della festa di Eid Al-Adgha (corrispettivo della nostra Pasqua) e tuona contro un migrante che a Napoli era in procinto di sgozzare un agnello. Niente da dire, o quasi. Orribile il rito, da condannare, ma identico metro di giudizio per la mattanza di centinaia di migliaia di povere bestiole che i cattolicissimi italiani sgozzano con altrettanta crudeltà? Nota a margine. Ha detto il noto chef Rubio: “Perché il capretto musulmano no e quello cristiano sì?”

Il balneare Toninelli, ministro delle infrastrutture, al mare in piena tragedia genovese, il 14 di agosto ha dato vita alla commissione d’indagine sul crollo del ponte Morandi. Sei i componenti, ma forse per poco. Tre di loro dovrebbero rinunciare all’incarico di ispettori scelti dal ministro vacanziere perché in conflitto di interessi. Sono il presidente della commissione Ferrazza, Brencich e Santoro, quest’ultimo retribuito per consulenze fino al 2013 da Autostrade per l’Italia (direzione e coordinamento lavori, collaudo e manutenzione opere pubbliche). Ferrara e Brencich hanno siglato il verbale del comitato tecnico amministrativo, che a Febbraio ha deliberato i lavori di ristrutturazione del viadotto. In quella sede furono messe a verbale diverse criticità del ponte (per esempio la resistenza del calcestruzzo), ma non furono prescritte riduzioni o limitazioni del traffico. Insomma nessun allarme. Toninelli ne era al corrente o era già distratto dalla prospettiva della vacanza imminente?

Dal Pci di Gramsci al Pd di Renzi ne è passata acqua sotto i ponti della sinistra storica italiana, che nella sua permanente involuzione ha cambiato nome e simbolo come nessun’altra compagine politica. Lo stato di profonda depressione, ben raffigurata dallo striminzito 18 percento di voti rimediati a Marzo di quest’anno dopo la sconfitta del referendum sulle riforme costituzionali, prosegue in assenza di breve, severa autocritica e soprattutto di lavoro alacre per il recupero dei consensi. Non manca la fantasia dei creativi dem che sembra abbiano già immaginato la denominazione del centrosinistra prossimo futuro: “Movimento Democratico Europeo”. Cin-cin.

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