TRASPORTI A NAPOLI / ECCO COME MI TRIPLICO LO STIPENDIO

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L’appetito vien mangiando. Ed ecco servito il bis per il Presidente dell’ente regionale che sovrintende su tutti i trasporti regionali, Umberto De Gregorio, fresco di nomina anche a Direttore Generale. 

Si chiama Ente Autonomo del Volturno – acronimo di Eav, un tempo si occupava di fiumi e acque – poi diventato il super carrozzone del trasporti  che negli ultimi anni ha fatto un solo boccone di tutti gli altri enti del settore, dalla storica Circumvesuviana a MetroCampania Nord Est ad un’altra vecchia sigla, Sepsa. Organismi pletorici, mangangiasoldi, fonte massima di clientele, un pozzo senza fine, un vero emblema del potere consociativo degli anni ’80, 90 e anche 2000. 

Poi l’accorpamento, con la speranza (sic) di razionalizzare le spese e soprattutto di rendere più efficiente il servizio per i cittadini trattati sempre più come bestione da trasporto. Una speranza rimasta unicamente sulla carta. I servizi peggiorano, le linee diminuiscono, le gang di scippatori sui convogli – la notte è un vero far west –  proliferano. 

Solo il bilancio 2017 (dopo il crac più volte sfiorato) dà segnali di risveglio, con un piccolo attivo. E già si suona la fanfara: il 5 ottobre, infatti, scade il bando di gara per 350 posti di lavoro messi a concorso. Gonfia il petto De Gregorio: “Una cosa che aspettavamo da venti anni, ma con i piani di riorganizzazione e razionalizzazione in vista, l’arrivo di nuovi treni e le nuove prospettive che si aprono è arrivato il momento giusto”.

Per una notizia – si spera – in positivo (e cioè non il solito bando taroccato, politicamente pilotato), una tegola in arrivo per il Presidente-Direttore. L’ex Direttore Generale, Giuseppe Raccioppi, infatti, ha presentato un esposto al neo Difensore Civico della Campania, Giuseppe Fortunato, che si è insediato da meno di un mese dopo una querelle giudiziaria durata 6 anni con otto ricorsi giudiziari (fra Tar, Cassazione e soprattutto Consiglio di Stato), tutti vinti da Fortunato. 

La vicenda parte dal concorso pubblico per l’affidamento dell’incarico del 26 settembre 2016. Vincitore risulta Pasquale Sposito, ingegnere. Il quale, però, stranamente si dimette subito e ottiene la nomina a direttore centrale operativo. Sorge spontanea la domanda: perchè presentarsi a un concorso già fregandose e puntando ad un altro incarico? Boh. 

Così scrive Fortunato: “L’Ente non ha proceduto ad attingere alla graduatoria (ove l’ingegner Giuseppe Raccioppi è secondo) e Lei ha assunto fiduciariamente l’incarico di Direttore”. 

Fiduciariamente? Cosa vuol dire?

Fortunato rivolge poi quattro interrogativi specifici: “Se Lei possiede l’esperienza professionale richiesta; se lo spostamento dell’incarico dell’ingegner Sposito a direttore centrale operativo era già finalizzato alla Sua nomina come direttore generale, in considerazione delle Sue dichiarazioni rese alla stampa (in particolare a Repubbica del 14 luglio 2018); con quale motivazione non si è proceduto a nominare il secondo in graduatoria, visto che l’Ente si era sobbarcatro l’impegno di una selezione; con quale motivazione l’Ente non ha neppure indetto un nuovo concorso, anche in relazione alla vicenda della nullità della precedente nomina fiduciaria dell’avvocato Casizzone quale Direttore Generale”. 

Si tratta dei principali interrogativi rivolti da Fortunato a De Gregorio: questi da novanta, perchè implicano forti profili di legittimità, di eleggibilità, di compatibilità e di tutto quanto attiene alla trasparenza e alla legalità per le nomine nel settore pubblico, sul quale ha messo un punto fermo proprio una fresca sentenza del Consiglio di Stato (dicembre 2017) in cui vengono ribaditi i criteri base di “merito, competenza, professionalità e soprattutto di obbligatoria comparazione dei curricula”. 

Vincenzo De Luca. Sopra, Umberto De Gregorio

Un vero terno a lotto, per il commercialista De Gregorio, improvvisamente tuffatosi in politica qualche anno fa sotto i vessili del Pd, diventando in breve tempo addirittura segretario provinciale. Non ha ottenuto un gran successo per riorganizzare il partito, ma è stato premiato con la presidenza di una delle più ghiotte partecipate della Regione, lo storico carrozzone di EAV. Ora l’occasione per un clamoroso raddoppio di carica.

Unici a puntare i rifettori sulla vicenda e a voler chiarezza sulla notizia che – se confermata – avrebbe dell’incredibile nell’Italia dei “tagli” per tutti men che per i ras – sono i 5 Stelle. 

Il capogruppo regionale Gennaro Saiello va giù duro: “In palese violazione della Legge Madia che impone il ricorso a un concorso pubblico per occupare la carica di direttore generale di una società a totale gestione pubbica, apprendiamo che sarebbe pronto un autentico colpo di mano in capo all’EAV, con la sostituzione del dimissionario direttore generale con il presidente del CdA Umberto De Gregorio. Con quest’ultimo che occuperebbe ad interim la doppia poltrona, optando, per sua stessa ammissione, per lo stipendio più alto Una paga oltre tre volte superiore a quella attuale”. Continua Saiello: “Il tutto  con la complicità di Vincenzo De Luca (il presidente della giunta della Campania, ndr) che ha chiesto l’avallo del dipartimento della Funzione Pubblica, per individuare un espediente che gli consenta di bypassare le legge per ‘premiare’ il commercialista De Gregorio che lo ha sostenuto non poco nella sua corsa alla poltrona di governatore”. 

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