Salvineide number 7

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Un uovo nell’occhio ferisce Daisy Osakue, campionessa italiana di lancio del disco di origine africana. Salvini “ce l’ho duro” gongola: “Il razzismo non c’entra, sono stati semplici idioti”. Tutto vero, ma Renzi lo sfotte:” Condivido la definizione, il ministro leghista nel 1999 fu condannato a 30 giorni di carcere per aver lanciato uova durante un comizio di D’Alema. Come si auto definisce se pensa che chi lancia le uova è un cretino?” In quella circostanza il valpadano in felpa leghista si era rifiutato di stringere la mano al presidente della Repubblica Ciampi con lo sprezzante e irriverente commento “Lei non mi rappresenta”. Salvini statista? Ma ci faccia il piacere.

Copywriter, artisti, maître-a-penser, Verdiana Festa, Pietro Gregorini, Michela Locati e Nicole Romanelli hanno preso spunto da una frase rivolta dal Ce l’ho duro” di Pontida (quello di ‘è finita la pacchia’) rivolta ai duecento migranti che erano a bordo della Lifeline, la nave dell’ong olandese: “L’Italia la vedono solo in cartolina”. Gli antagonisti del respingimento, dei morti durante la fuga da Paesi invivibili, hanno creato decine di cartoline da inviare al ministro dell’Interno. Ecco qualcuna delle varianti ideate: “Saluti da In Fondo al Mar”, “Saluti dal mio ultimo viaggio”, “Saluti da Salvinia” in cui un postino su una barchetta ha una cartolina in mano da consegnare, ma attorno ci sono solo cadaveri che galleggiano. Si può votare la migliore sul sito www.soloincartolina.it. Le dieci che riceveranno il maggior numero di voti saranno stampate ognuna in mille copie e spedite al Viminale.

Compito di un buon cronista di politica è aggiornare l’archivio per contestare agli interlocutori incoerenze e falsità. Ha certamente un buon archivio il prestigioso Washington Post e chi nella redazione è l’esperto di Trumpismo. Ha messo in colonna le affermazioni false e inganneveoli del presidente americano. Ecco il totale: tra giugno e luglio dell’anno in corso il tycoon sarebbe l’autore di sedici bugie al giorno. In cifre avrebbe detto il falso 4.229 volte nei 558 giorni da presidente, mille in Giugno e Luglio. Guerra senza quartiere fra Trump e il miliardario Jeff Bezos, miliardario proprietario di Amazon e del Washington post.

Che aria tiri nel poco credibile sodalizio matrimoniale di Melania e Donald Trump è oggetto di gossip, che ha puntualmente raccontato i momenti di attrito tra i due e insinuato il sospetto di un rapporto basato su interessi economici, considerata l’anomalia di una davvero poco credibile storia d’amore. Il presidente dal ciuffo posticcio e dalla maschera clownesca, per la pesantezza del trucco con cui compare in pubblico, ha insultato il campione di basket James LeBron, stella della Nba, che si è schierato apertamente contro di lui: “LeBron James è stato intervistato dall’uomo più stupido che ci sia in televisione, Don Lemon. E’ riuscito a far sembrare LeBron intelligente, e non è una cosa facile”. Immediata la reazione della fisrt lady Melania che ha elogiato il famoso cestista per il suo lavoro con i bambini e che è disposta a visitare la scuola per piccoli svantaggiati fondata da LeBron. Nell’intervista a cui si riferisce il presidente, il giocatore ha dichiarato che non siederebbe mai accanto a Trump, accusato di razzismo. I Golden State Warriors rifiutarono nel 2017 l’invito di presentarsi alla Casa Bianca e LeBron a Trump: “Andare alla Casa Bianca è sempre stato un onore finché non sei arrivato tu”.

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